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"Un inferno di violenza". I sopravvissuti all'attacco in Kenya raccontano

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"Un inferno di violenza". I sopravvissuti all'attacco in Kenya raccontano

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Donne uccise sotto gli occhi dei mariti perché non sapevano recitare il Corano. Persone giustiziate a sangue freddo con un colpo alla testa.

I sopravvissuti all’“attacco degli Al-shabaab a un autobus, che sabato ha fatto 28 morti nel nord-est del Kenya”:http://it.euronews.com/2014/11/22/kenya-attacco-delle-milizie-shabab-a-un-bus-28-morti/, parlano di “inferno” e ricostruiscono scene di inaudita violenza.

“Quando hanno sparato sugli altri passeggeri – racconta il fratello di uno dei sopravvissuti -, mio fratello ha finito per ritrovarsi coperto del loro sangue. E’ stato questo a salvarlo, perché lui è restato al suolo senza muoversi e lo hanno creduto morto”.

Unanime lo sdegno della comunità internazionale, con gli Stati Uniti che hanno pronunciato parole di dura condanna.

Le autorità dicono di fare il possibile, ma ritengono che gli assalitori siano ormai già in Somalia.

“Alcuni passi sono già stati intrapresi – ha detto un rappresentante del Ministero degli interni -. Abbiamo scoperto da dove venivano, fatto terra bruciata delle loro risorse. E ora stiamo continuando a portare avanti delle incursioni, per assicurarci che i responsabili finiscano davanti a un tribunale”.

Se un aereo militare ha riportato le salme delle vittime a Nairobi, altri hanno partecipato a una serie di operazioni contro gli Shabaab. Nella loro rivendicazione, questi ultimi hanno parlato di “rappresaglia” alle recenti retate della polizia in alcune moschee di Mombasa, considerate covi degli integralisti islamici.