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Maidan un anno dopo. L'Ucraina trova una coalizione e guarda alla Nato

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Maidan un anno dopo. L'Ucraina trova una coalizione e guarda alla Nato

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A un anno dalla rivoluzione incompiuta di Maidan, la nuova classe politica ucraina prova a guardare avanti, promettendo riforme e adesione alla Nato.

“Yatseniuk resterà premier e guiderà la coalizione pro-occidentale uscita dal voto di ottobre, ma il governo dovrà cambiare”, ha detto Poroshenko provando a intercettare l’appello al rinnovamento della piazza.

A confortarlo nella sterzata a ovest imposta alla politica di Kiev, anche il sostegno del vice-presidente statunitense Joe Biden, che in visita per l’anniversario di Maidan non ha esitato a spendere parole di dura condanna nei confronti della Russia.

Ai cittadini che tornano sui luoghi della rivolta per interrogarsi sulla sua eredità, Poroshenko rivolge la rassicurazione che dal duemilaventi si negozierà l’ingresso nell’Unione Europea.

Quanto chiedono le voci raccolte in piazza sono però soprattutto riforme e tributi alle vittime: “Li abbiamo mandati al potere – dice una donna -, ma finora non hanno fatto nulla. Né per noi, né per le famiglie dei ragazzi che qui hanno perso la vita”.

Lacrime e pensieri sono qui soprattutto per le 80 persone, morte negli scontri di febbraio. Chi li ricorda non ha rimpianti, ma un chiaro appello per Kiev: che il loro sacrificio non sia inutile.

“Chi è sceso in piazza a Maidan, nel novembre 2013 – dice una delle nostre corrispondenti -, chiedeva un rinnovo totale del governo. Un anno dopo gli ucraini hanno un nuovo Presidente e un Parlamento, che è stato rinnovato per oltre la metà. La gente aspetta però ancora riforme radicali e repulisti ad alto livello. Ed è per questo che per molti ucraini, la Rivoluzione è ancora incompiuta”.