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A scuola con la guerra

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A scuola con la guerra

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Iraq: le scuole diventano rifugi

Secondo uno studio dell’Unesco, la metà dei 57 milioni di bambini nelle zone di guerra non ha accesso all’istruzione. Nonostante l’insistenza della comunità internazionale per trovare soluzioni al problema, molte scuole sono ancora bersaglio dei bombardamenti, mentre altre sono diventate dei rifugi. Come far fronte a questa emergenza? Abbiamo visitato alcune aree interessate da conflitti per ricercare le possibili soluzioni.

Il nord dell’Iraq è diventato un campo di battaglia e i continui attacchi hanno costretto migliaia di persone della minoranza degli Yazidi a lasciare le loro case. In questa provincia del Kurdistan iracheno, ad esempio, molte scuole sono usate come rifugi per le famiglie sfollate.

Nonostante la mancanza di risorse e l’aumento del flusso di profughi, il governo locale è riuscito a spostare alcune famiglie delle scuole in campi di fortuna. Secondo Saddiq Sherou, responsabile della pubblica istruzione del governo locale, l’obiettivo non è solo quello di riaprire le scuole per gli studenti curdi, ma anche quello di integrare più di 35.000 bambini rifugiati nel sistema educativo. A causa del gran numero di studenti, il governo del Kurdistan iracheno è stato costretto a dare la priorità ai bambini di età superiore ai 13 anni.

“Abbiamo circa 390 scuole che non hanno avviato il programma scolastico – spiega Saddiq Sherou, responsabile dell’Educazione di Dohuk – Ci sono tanti studenti che non hanno concluso le elementari, ma chi ha più di 12 anni segue le lezioni perché possiamo garantire loro l’accesso all’educazione. Potranno farlo perché abbiamo unificato i loro esami con quelli del Kurdistan. Le classi sono a lavoro e hanno i libri, seguono i corsi senza problemi”.

Ucraina: un mondo tutto nuovo

Per le famiglie che sono state costrette a lasciare le loro case a causa di un conflitto può essere difficile integrarsi in nuove società, con diverse lingue e culture. In questo reportage dall’Ucraina diamo uno sguardo alle condizioni dei bambini delle famiglie sfollate dalla Crimea per comprendere come gli insegnanti stanno affrontando l’emergenza.

Una scuola secondaria di Leopoli. Tina, proveniente dalla Crimea, e Kostya, originario di Donetsk, entrambi 8 anni, studiano nella stessa classe. Nelle loro città studiavano in russo, ma qui i programmi sono in ucraino. Kostya ama la matematica. Quando sarà adulto – assicura – diventerà un cosmonauta.

Ci sono circa mille studenti provenienti dall’est nelle scuole di Leopoli. Gli insegnanti hanno applicato dei programmi speciali per integrarli.

La maggior parte delle persone si rifiuta di parlare di fronte alle telecamere perché i loro parenti sono ancora nelle zone di guerra. Ma Mustafa Bilyal, tataro della Crimea, accoglie euronews nella sua nuova casa a Leopoli. Ha lasciato la Crimea con la moglie e i loro 5 figli a giugno. La loro sesta bambina è nata a Leopoli.
I Tatari di Crimea sono una comunità musulmana sunnita, Mustafa dice che solo grazie alla fede hanno affrontato le minacce dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia.

I bambini sfollati dicono che, finora, le cose vanno molto bene. Anche se sono tristi quando pensano alle loro città natali, si sono rapidamente integrati nelle nuove scuole e adorano la lettura.

Un scuola di pace in Afghanistan

L’Afghanistan ha sofferto decenni di guerre e molti giovani sono cresciuti nella violenza. è stato messo in piedi un programma rivolto ai giovani afgani per incoraggiarli a rinnegare la violenza e ad abbracciare la pace.

È mattina presto nella scuola superiore Abdullah Bin Omar di Kabul. Le lezioni stanno per iniziare ed è un giorno speciale per questa ragazza. Naheed Rateb simula il ruolo di mediatrice nell’aula dedicata alle attività per la pace. Due uomini discutono in modo violento e lei cerca di risolvere la diatriba.

L’Afghanistan è un campo di battaglia da oltre tre decenni. Questa devastazione continua è la causa dell’instabilità del paese.

Ma gli sforzi per la ricostruzione hanno permesso di realizzare molti progetti di successo.

Dal 2003, più di 85.000 studenti afgani hanno beneficiato del programma di educazione alla pace promosso dall’associazione Help the Afghan Children.

Questo tipo di educazione è insegnata attraverso un gioco di ruolo. Vengono interpretate situazioni ostili da risolvere senza il ricorso alla violenza. Si stima che 340.000 tra genitori e parenti di questi studenti abbiano beneficiato delle lezioni sulla pace. Poiché molti genitori sono analfabeti, i figli fanno anche da insegnanti.

È tutto per questa settimana. Hai vissuto o studiato in una zona di guerra? Come hai affrontato quella situazione? Condividi le tue opinioni e le tue esperienze sulle pagine dei nostri social media. Non vediamo l’ora di ascoltare le vostre opinioni.