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Israele: critiche per il no ai lavoratori arabi negli asili nido di Ashkelon

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Israele: critiche per il no ai lavoratori arabi negli asili nido di Ashkelon

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Gli arabi israeliani non potranno lavorare negli asili nido della città di Ashkelon, nel sud di Israele. Ha sollevato un polverone di critiche questa decisione provvisoria presa dal sindaco Itamar Shioni, dopo le crescenti tensioni nel Paese. Guardie armate sono state, inoltre, disposte all’ingresso degli asili nido che ospitano un centinaio di bambini.

“L’obiettivo è rassicurare i genitori sulla sicurezza’‘, ha spiegato il sindaco Itamar Shioni. ‘‘Il problema è che all’interno degli asili degli arabi-israeliani sono impiegati nella costruzione di rifugi anti-missili, mentre fuori giocano i bambini”.

Ashkelon, 110mila abitanti, è una delle città israeliane più vicine al confine nord della Striscia di Gaza. ‘‘Bisogna stare molto attenti e mantenere delle buone relazioni tra arabi e israeliani’‘, ha dichiarato il ministro dell’Intelligence israeliana Yuval Steinitz. ‘‘La maggior parte degli arabi-israeliani è fedele allo Stato di Israele.’‘

Per questo lavoratore palestinese è una misura discriminante: ‘‘Si tratta di una forma di razzismo. Arabi ed ebrei sono la stessa cosa. Siamo tutti essere umani’‘.

Lo stesso primo ministro Netanyahu ha ammonito a ‘‘non discriminare un’intera popolazione per una piccola minoranza violenta”. Critiche anche dal sindaco di Tel Aviv che si è detto “imbarazzato’‘.

In Israele la tensione è massima dopo l’attentato alla Sinagoga di Gerusalemme di martedì.