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Hong Kong: scemano le proteste per la democrazia. Popolazione stanca di manifestazioni

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Hong Kong: scemano le proteste per la democrazia. Popolazione stanca di manifestazioni

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Le proteste a Hong Kong non sono finite. Sono ormai otto settimane, dalla fine di settembre, che i i manifestanti per la democrazia chiedono le dimissioni del capo del governo locale, Leung Chun-ying, ed elezioni libere nel 2017.

Il movimento degli Ombrelli mostra però segni di smarrimento. Mentre la questione ucraina è stata al centro dell’agenda dell’ultimo G20 nessuno vuole irritare il presidente della Cina Xi Jinping con domande scomode su Hong Kong. Pechino ha detto che accetterà un voto libero, ma solo candidati controllati prima. Non chiunque.

Nemmeno i leader negano che la stanchezza comincia a farsi sentire: “Il morale è basso, ma non per i poliziotti che sono venuti a compiere arresti. Più che altro per quanto avvenuto un paio di notti fa in centro. Alcune persone si sono sentite tradite da altri manifestanti”.

Gli eccessi violenti, gli attacchi alle banche, le distruzioni, oltre alle occupazioni, hanno reso più difficile la vita quotidiana e reso invisa la protesta a molte persone. La polizia è intervenuta duramente utilizzando gas urticante, ma non è solo il timore di arresti e rappresaglie giuziarie a fiaccare le proteste. Dopo oltre due mesi poco è cambiato e l’attenzione dei media internazionali non è più su Hong Kong. La protesta sembra per ora condannata al dimenticatoio.