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Cacciatori di comete: l'avventura di Philae

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Cacciatori di comete: l'avventura di Philae

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La storica missione di Rosetta e Philae è il tema di questa puntata di Space.
Jeremy Wilks, euronews: Per tutto l’anno abbiamo avuto un accesso eccezionale alla squadra della missione Rosetta, la sonda che era in viaggio verso la cometa dove ha sganciato il lander Philae. Vediamo la reazione dei cacciatori di comete”.

Mercoledì 12 novembre, il D-Day per Rosetta e Philae: un giorno che i cacciatori di comete non dimenticheranno mai.

Matt Taylor, scienziato del progetto Rosetta, ESA: “Ieri iero rilassato, ora invece c‘è questo aumento esponenziale di stress ed eccitazione. Sono al massimo adesso”.
“Questa è la mia previsione per oggi, ecco quanto mi sento sicuro”, dice Taylor mostrando un tatuaggio del lander sulla gamba.

Paolo Ferri, direttore della missione Rosetta, ESA: “Sono estremamente stressato, la notte non è trascorsa tranquillamente come speravo. Le attività di preparazione del lander hanno richiesto molto più tempo, abbiamo dovuto rifare delle cose”.

Ma poi la buona notizia è arrivata, Rosetta ha ricevuto un segnale da Philae, e poi, dopo alcune ore di tensione, la missione è compiuta.

Matt Taylor, scienziato del progetto Rosetta, ESA: “Siamo atterrati su una cometa!”.

Il giorno dopo, le troupe televisive fanno le valigie. Nella sala di controllo dell’ESA gli scienziati stanno cercando di trovare Philae sulla cometa dopo che il lander ha rimbalzato due volte ed è atterrato in un crepaccio ombroso. Ma sta inviando dati scientifici ed è questo che conta.

Armelle Hubault, ingegnere dell’ESA: “Sto molto bene, siamo atterrati su una cometa!”

Andrea Accomazzo, direttore di volo di Rosetta, ESA: “Durante le fasi principali, al momento della separazione e quando il lander stava scendendo ovviamente c’era eccitazione. Ma sicuramente non è stato paragonabile al momento dell’atterraggio. Ho cominciato a piangere, penso che la tensione accumulata in tanti mesi e anni di lavoro si sia sprigionata in una volta sola. E’ stata una grande conquista”.

Armelle Hubault, ingegnere dell’ESA: “Dunque ieri ci sono stati tre momenti molto intensi. C‘è stata la separazione, che è già un momento molto critico visto che non potevamo sapere in anticipo se avrebbe funzionato. Poi c‘è stata l’acquizione del segnale di Philae e infine ovviamente il momento dell’atterraggio, molto intenso. In quel momento non sapevamo ancora se il carrello sarebbe sopravvissuto all’atterraggio, ed è stato così. Abbiamo dati, la scienza, è straordinario”.

Intanto all’Agenzia Spaziale Tedesca a Colonia c‘è grande allegria nel team di Philae. E’ magico sapere che il loro figlio è su una cometa di quattro miliardi di anni.

Mario Salatti, vice manager del programma Philae, Agenzia Spaziale Italiana: “Sono stati uniti per così tanto tempo, dopodiché… E’ come un figlio che saluta la mamma, “sono cresciuto, vado per la mia strada”. E’ stato incredibile. E poi c‘è stata una cosa dopo l’altra, tutto è stato eccitante”.

Eccitazione, ma anche una questione urgente. La vita delle batteria è breve e gli scienziati devono lavorare velocemente prima che Philae si scarichi e vada in standby.

Koen Geurts, manager tecnico di Philae, Agenzia Spaziale Tedesca: “Abbiamo comunicazioni tra Philae e Rosetta a ogni rotazione della moteta, abbiamo circa 12 ore tra ogni comunicazione. Nel frattempo occorre decidere come procedere, così prepariamo le istruzioni e le trasmettiamo a Rosetta e a Philae quando c‘è il contatto. Quindi si lavora passo dopo passo: cosa abbiamo ottenuto, qual è lo stato della batteria, quanta energia ci resta, quali sono i passi da intraprendere”.

Philae ha inviato immagini straordinarie. Immagini che potrebbero cambiare la nostra comprensione delle comete per sempre. E’ importante perché gli scienziati ritengono che le antiche comete potrebbero aver portato acqua e i mattoni della vita sulla Terra.

Holger Sierks, esperto di comete, Istituto Max Planck per la ricerca sul sistema solare: “Questo è un passo gigantesco per capire l’origine del nostro pianeta, l’ambiente in cui viviamo. Quindi, c‘è molto da imparare. Vogliamo saperne di più sui materiali di cui è fatta la cometa e da questo capire come si è formata tanto tempo fa nei primi giorni del nostro sistema solare”.

Ora le informazioni raccolte da Rosetta e Philae vengono analizzate, i risultati potrebbero essere rivoluzionari.

Matt Taylor, scienziato del progetto Rosetta, ESA: “La scienza non è istantanea, occorre essere sicuri che il separatore decimale sia al posto giusto, ad esempio. Presto, nelle prossime settimane dovremmo ricevere alcuni risultati dalle nostre prime impressioni della cometa e saranno le prime risposte alle grandi domande che ci siamo posti”.

Ha una forma simile a quella di una paperella, ora è la casa di Philae, ecco la cometa. Presto cambierà visto che si riscalderà e comincerà a emanare grandi quantità di gas e polvere.

Andrea Accomazzo, direttore di volo di Rosetta, ESA: “La cometa si sta avvicinando al sole e noi sappiamo perfettamente che la sua attività aumenterà e a un certo punto non saremo più in grado di orbitare correttamente intorno alla cometa. Non sappiamo quando ciò accadrà, forse a gennaio, febbraio, marzo, l’anno prossimo”.

Rosetta continuerà a esaminare la cometa fino al 2016, mentre il destino di Philae è incerto. In ibernazione adesso, presto potrebbe risvegliarsi grazie alla maggiore luce del sole.

Mario Salatti, vice manager del programma Philae, Agenzia Spaziale Italiana: “Philae è sulla superficie della cometa, resterà lì e naturalmente la cometa si avvicina al Sole. Per cui può accadere che alla fine riusciremo a caricare di nuovo la batteria secondaria e a cominciare altre operazioni”.

I cacciatori di comete fanno un viaggio incredibile e portano con sé il mondo intero. La loro cometa è dura, di ghiaccio; la loro storia è calda, umana, stimolante.

Matt Taylor, scienziato del progetto Rosetta, ESA: “Rosetta ha qualcosa che altre missioni non hanno. Non riesco a descriverla. Ho lavorato a questa missione, l’ho vissuta, un po’ troppo dal punto di vista della mia famiglia. C‘è qualcosa di speciale in questa cometa, in questo paesaggio alieno che evolverà col tempo, e nel fatto che siamo così lontani, a oltre 500 milioni di chilometri di distanza e che ci voglia appena mezz’ora per comunicare. Questa sensazione che un oggetto costruito dall’uomo è vicino a questo paesaggio alieno ti sbalordisce. Pensare che sia lì è stupefacente”.

Jeremy Wilks, euronews: “Con l’attenzione mediatica su Philae e Rosetta è facile dimenticare le altre missioni nello spazio, quindi vediamo le altre notizie del mese sull’universo”.

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