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"Ucciso Peter Kassig". ISIL rivendica decapitazione ostaggio USA

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"Ucciso Peter Kassig". ISIL rivendica decapitazione ostaggio USA

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L’ISIL ha rivendicato in un video diffuso su diversi siti jihadisti l’uccisione dell’operatore umanitario statunitense Peter Kassig, divenuto poi anche Abdul Rahman, in seguito alla sua conversione durante la prigionia.

Appena pochi giorni fa, il fratello Danny ne aveva chiesta su Twitter la liberazione.

Se confermata si tratterebbe della quinta esecuzione di un ostaggio occidentale da parte del sedicente Stato Islamico in pochi mesi.

A un anno dal rapimento di Kassig, dell’ottobre 2013, i genitori avevano poche settimane fa diffuso un video-appello in cui ne chiedevano la liberazione.

26 anni, originario dell’Indiana, Kassig era stato sequestrato in Siria, dove si trovava per conto di un’associazione umanitaria che lui stesso aveva fondato. Nel video con cui rivendica la sua morte, l’ISIL mostra anche la decapitazione di diversi uomini che sostiene essere esponenti dell’esercito e dell’aviazione siriana, fedeli al presidente Bachar Al Assad.