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G20: impegno a rilanciare la crescita e venti di Guerra Fredda. Putin se ne va

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G20: impegno a rilanciare la crescita e venti di Guerra Fredda. Putin se ne va

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Venti di guerra fredda, sull’impegno a rilanciare la crescita globale.

Quando arriva il comunicato sugli accordi raggiunti al G20, Putin è già lontano da autografi e sorrisi tirati di un vertice dominato dalla crisi Ucraina, che si è affrettato a lasciare prima ancora della sua conclusione ufficiale.

In proposito, la guerra verbale con Mosca fa registrare nuovi minimi nei rapporti fra Occidente e Russia.

“Se Putin continua su questa strada – ha detto il presidente degli Stati Uniti, Obama – violando il diritto internazionale, fornendo armi pesanti ai separatisti in Ucraina, violando i patti che aveva sottoscritto appena qualche settimana fa, l’accordo di Minsk, allora l’isolamento della Russia continuerà”.

All’Occidente che minaccia nuove sanzioni, Putin si limita a replicare che una soluzione è possibile. Poi fila via, prima che il premier australiano Abbott si feliciti orgoglioso del comune impegno a rilanciare la crescita globale, rafforzare le istituzioni finanziarie e avanzare nella lotta ai paradisi fiscali.

“Quest’anno il G20 ha prodotto risultati reali e concreti, grazie agli sforzi compiuti dai suoi partecipanti – dice Abbott -. E grazie agli sforzi portati a termine nelle ultime quarant’otto ore, le cose andranno meglio per la popolazione mondiale. E’ di questo che abbiamo discusso”.

L’opposizione dell’Australia padrone di casa non impedisce poi che si parli anche di ambiente. Al di là dei koala scomodati per le foto di rito, il risultato è qui però solo un impegno a un’azione forte ed efficace contro i cambiamenti climatici.