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Quando il cervello impara e insegna. Neuroscienze cognitive per l'apprendimento

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Quando il cervello impara e insegna. Neuroscienze cognitive per l'apprendimento

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Il cervello è in grado di migliorare l’apprendimento e l’insegnamento? Forse la risposta è nella connessione tra neuroscienze e metodi educativi.

Stati Uniti: le onde cerebrali.
Alla Columbia University di New York c‘è un team di professori famoso in tutto il mondo per usare metodi innovativi in materia di istruzione. Qui la Dottoressa Froud, e la sua equipe, studiano l’attività del cervello e le onde cerebrali. Per capire anche i meccanismi che ci permettono di imparare una nuova lingua. A volte è difficile pronunciare un suono in inglese o in americano perchè diversi. Ma cosa scatta nel cervello? La squadra della Dottoressa confronta l’attività neuronale di una persona madrelingua e di altri che non lo sono. Il problema non è produrre suoni, ma come il cervello li percepisce.

Gli studenti che segue la dottoressa hanno storie diverse alle spalle. Andrea Cortes è un insegnante di Città del Messico, Grazia Chung sta studiando per lavorare con pazienti colpiti da ictus, Amira Mandelbaum insegna in una scuola di bimbi down.

Le ricerche sono ancora in una fase sperimentale, teorica; ci vuole ancora del tempo per dimostrare come trattattare i disturbi di apprendimento con le neuroscienze, sia negli adulti dopo una lesione cerebrale, o nei bambini. L’unica certezza è che il cervello gioca sempre un ruolo fondamentale.

Canada: iperattività e deficit di apprendimento.
Tutti a volte facciamo fatica a stare fermi o a concentrarci. Ma ci sono persone che soffrono addirittura di iperattività o di gravi disturbi di concentrazione. In Canada un gruppo di neuroscienziati sta studiano come aiutarle.

Roseline ha 10 anni, Gabriel 14 anni. Entrambi soffrono di deficit di concentrazione, una malattia neurologica che per molti studenti è un calvario. Ascoltare l’insegnante, restare concentrati, fare i compiti, stare seduti in classe, fermi per ore. A casa, i due ragazzi hanno un costante bisogno di attenzione da parte dei genitori. Per assicurarsi che Gabriel abbia fatto correttamente i compiti, la mamma, una logopedista, ha escogitato un piano. Un planning, in modo da sapere sempre quello che deve fare durante la settimana, durante tutto il mese.

Il neuropsicologo Benoît Hammarrenger conosce perfettamente le diverse aree del cervello e il loro effetto sul processo di apprendimento. Durante gli incontri con gli insegnanti, insegna loro nuove tecniche per aumentare l’attenzione dei ragazzi con deficit. Il Professore consiglia la classica pallina anti-stress, che permette ai bambini di contrarre i muscoli delle mani e riattiva l’attenzione o le fasce elastiche che si fissano ai piedi anteriori della sedia

Si stima che il 5-7% dei bambini soffra di questo disturbo. Nella sola provincia di Quebec, il numero di persone che assumono farmaci oggi è il doppio rispetto a cinque anni fa.

Non solo medicine. Ci sono altri metodi per curare questo deficit. Grazie alle neuroscienze si è arrivati a capire come funziona il cervello in modo da creare strumenti utili per questi bambini. Un esempio CerebroGym: un gioco educativo che aumenta la capacità di attenzione e permette di contrastare impulsività.

Per saperne di più:
http://www.esculape.com/pediatrie/hyperactivite.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Adult_attention_deficit_hyperactivity_disorder

http://www.francetvinfo.fr/sante/video-la-ritaline-trop-prescrite-contre-l-hyperactivite-des-enfants_335880.html