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Philae, il primo robot nella storia a cavallo di una cometa

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Philae, il primo robot nella storia a cavallo di una cometa

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Posarsi su una cometa lontana 500 milioni di chilometri dalla Terra. Un risultato che avrebbe del miracoloso quello compiuto dall’Esa con la missione Rosetta. Se non fosse che è frutto di 20 anni di meticoloso lavoro scientifico.

Ieri, 10 anni dopo che la sonda spaziale europea ha lasciato la Terra, il modulo di atterraggio Philae si è posato sulla superficie della cometa 67/P Churyumov Gerasimenko.

Le immagini giunte al centro di Darmstadt, in Germania, della superfice della cometa scattate dal lander e quelle del lander stesso scattate dalla sonda Resetta sono già parte integrante dei risulati della missione.

Le difficoltà non sono però mancate: gli arpioni con cui Philae si doveva ancorare alla cometa non hanno funzionato. Nelle prossime ore sarà chiaro se questo possa o meno compromettere la capacità del modulo di continuare ad inviare dati sulla Terra.

“Sono fiero delle persone che hanno lavorato alla realizzazione di questo progetto” dice il fisico Matt Taylor, uno dei responsabili del progetto. “È una prova autentica di quel che siamo in grado di fare con una collaborazione internazionale. Non soltanto a livello europeo ma in tutto il mondo” spiega ai nostri microfoni

euronews: “Qual‘è l’ultimo messaggio di Matt Taylor a Philae?”.

“Ottimo lavoro, sei arrivato a destinazione” risponde Taylor. “Adesso comincia a mandarti un po’ di dati scientifici”.

La batteria principale di Philae ha 65 ore d’autonomia. Poi entreranno in azione quelle ricaricate dai pannelli solari di Rosetta.

Claudio Rosmino, il nostro inviato a Darmstadt: “Quello che è successo in questo 12 novembre a 500 milioni di km dalla Terra è qualcosa di eccezionale. Un piccolo balzo nel vuoto siderale per un lander, ma un grande salto in avanti per la conoscenza scientifica e spaziale. La squadra dell’Esa ha vinto ma ora toccherà a questo lander togliere il velo su uno dei più grandi misteri sull’origine dell’Universo”.