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Internet: s'infervora negli States il dibattito sulla neutralità di Internet

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Internet: s'infervora negli States il dibattito sulla neutralità di Internet

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Internet libero, o liberi gli operatori di fissare il prezzo della libertà?

Il dibattito si infervora negli Stati Uniti, sull’ipotesi che un operatore via cavo possa decidere di fornire una corsia preferenziale a chi paga di più.

La discussione pubblica è stata aperta nel maggio scorso, per sei mesi, dalla FCC, la Federal Communication Commission, il cui presidente è stato nominato da Barack Obama.

E Obama, quando mancano un paio di settimane alla chiusura, non ha esitato a schierarsi:

“I provider di Internet – dice – hanno l’obbligo legale di non bloccare o limitare il vostro accesso a un sito web. Le compagnie che gestiscono il cavo non possono decidere in quali negozi online potete comperare o quali servizi di video in streaming potete usare, e non possono consentire a un’azienda di pagare per avere la priorità sulle altre”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, proprio mentre alcuni utenti manifestavano davanti a casa di Tom Wheeler, il presidente della FCC.

“Facebook sarebbe riuscita ad emergere se MySpace avesse avuto una corsia preferenziale? E YouTube, sarebbe riuscita a emergere se l’operatore avesse potuto rallentarne il servizio dicendo ‘sai, preferiamo che non ci sia del video online che non possiamo controllare?’ “. Domande che si pone un analista, in compagnia dei quasi quattro milioni di cittadini americani che hanno reagito alla proposta della FCC, e con loro anche non poche aziende della Silicon Valley.