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In un fiume senza fine ritorna la musica avvolgente dei Pink Floyd


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In un fiume senza fine ritorna la musica avvolgente dei Pink Floyd

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Eccoli di nuovo, 20 anni dopo “The division bell”. I mostri sacri della psichedelia rock sono tornati nei negozi di dischi, il 7 novembre, con “The endless river”.

Un album, quasi tutto strumentale, unica eccezione “Louder than words”, “Più forte delle parole”. Un disco marchiato Pink Floyd a ogni nota. La maggior parte delle quali risalgono a parecchi anni fa, provenienti dal materiale registrato nel 1993.

“Avevo dimenticato – ha affermato il chitarrista e cantante David Gilmour – buona parte di queste cose, ma l’essenza di ciò che io e Nick e Rick abbiamo fatto insieme tanti anni fa è ancora lì, ed era molto, molto evidente. Così è stata una decisione rapida e facile quella di tornare a lavorare su di esse e tirarle fuori”.

Tempi in cui c’era anche Rick Wright, il tastierista morto di tumore nel 2008. In molti vedono in quest’album un omaggio alla sua memoria.

I Pink Floyd sono arcinoti anche per il loro contributo alle arti visive, dai video agli show, passando per le copertine. Che dal 1968 sono frutto di un sodalizio con Aubrey ‘Po’ Powell che dura ancora oggi.

“Quest’album – ha spiegato il fondatore della Hipgnosis – è molto differente dai precedenti. Anche se potrebbe essere l’ultimo dei Pink Floyd, mai dire mai, questo è più un album ambient, che si basa su musica registrata durante il periodo di ‘The division bell’. Quindi aveva bisogno di qualcosa di leggermente diverso. E inoltre, può davvero essere il loro ultimo album, quindi ci voleva qualcosa di un po ‘più dolce, un po’ più astratto, e non di qualcosa che fosse così sociologicamente consapevole”.

Sulla copertina è raffigurato un uomo su una barca, intento a remare verso il sole, in mezzo a un fiume di nuvole. Verso quella che potrebbe essere un’alba come un tramonto. L’immagine è utilizzata anche nel video di “Louder than words”.

Sarà davvero il canto del cigno della storica band inglese?

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