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Il Parlamento europeo condanna le provocazioni della marina turca a Cipro

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Il Parlamento europeo condanna le provocazioni della marina turca a Cipro

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Si riaccende la tensione tra Cipro e la Turchia, dopo l’ingresso di una nave turca nelle acque cipriote. La marina turca sta disturbando le trivellazioni e la ricerca di idrocarburi nella zona economica di competenza cipriota.

Provocazioni condannate dal Parlamento europeo in una risoluzione che riconosce a Cipro il diritto di esplorare le proprie risorse naturali.

Soddisfatto il deputato cipriota Dimitris Papadakis: “Non è possibile che la Turchia aspiri ad essere un membro dell’Unione Europea con la logica che segue oggi: l’autoritarismo e il ruolo da gendarme nella regione, a spese dei piccoli paesi”

D’altra parte, l’Ambasciatore della Turchia all’Unione europea Selim Yenel non riconosce la risoluzione e critica la posizione degli eurodeputati: “Il Parlamento europeo ha adottato una decisione sfortunata che non riguarda le sue competenze, in un periodo in cui non bisogna intervenire. La decisione è inutile. La Turchia non terrà conto di questa risoluzione.

La vicenda ha ripercussioni politiche nelle trattative bilaterali, sottolinea la corrispondente greca di Euronews a Bruxelles Efy Koutsokosta: “In risposta alle azioni della marina turca, il governo cipriota ha deciso ad ottobre di sospendere i negoziati con i turchi-ciprioti. Ed ha ribadito che lo sfruttamento degli idrocarburi, andrà a vantaggio di entrambe le comunità, se ci sarà un accordo finale”.