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Vojislav Seselj, per nazionalisti serbi è ancora il leader

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Vojislav Seselj, per nazionalisti serbi è ancora il leader

Vojislav Seselj, per nazionalisti serbi è ancora il leader
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Vojislav Seselj è ancora in attesa di un verdetto da parte del tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia. Su di lui pendono tre capi di imputazione per crimini contro l’umanità: persecuzione, deportazione e trasferimento forzato per motivi politici, religiosi o razziali. Sei capi di imputazione per crimini di guerra: omicidio, tortura, atti di crudeltà, distruzione di villaggi ed edifici e saccheggi. Nonostante la gravità di queste accuse per reati commessi tra il 1991 e il 1994 in Bosnia-Erzegovina e Croazia, Seselj è stato condannato tre volte, ma solo per oltraggio alla corte.

Fu lui stesso a costituirsi nel febbraio 2003 al tribunale internazionale dell’Aja. La sua partenza a Belgrado fu salutata dalla folla dei sostenitori del Partito radicale serbo, di cui Seselj è ancora il leader. Vice Primo ministro di Serbia dal 1998 al 2000, disse di voler essere l’ultimo serbo a consegnarsi al tribunale internazionale.
 
Due giorni prima, era stato rieletto trionfalmente alla testa del Partito nazionalista di cui lui stesso è fondatore. Il suo discorso di addio fu come lanciare una sfida: “Sono orgoglioso di difendere gli interessi di più di 10.000 volontari del partito che hanno combattuto sul fronte per una giusta causa”, disse alla platea dei suoi uomini.

I volontari in questione, sono conosciuti col soprannome di “Seseljevci”, che letteralmente significa gli uomini di Seselj, un gruppo paramilitare la cui missione è quella di difendere la causa del nazionalismo serbo in Bosnia e in Croazia dopo lo scoppio della guerra.

Persecuzioni, deportazioni, omicidi, torture, tutti i mezzi sono buoni per l’obiettivo finale: la pulizia etnica per sradicare la presenza di bosniaci e croati in quella che Seselj e i suoi amici nazionalisti volevano diventasse la “Grande Serbia”: “Siamo la repubblica unita della Serbia e del Montenegro – disse durante una manifestazione al confine tra Serbia e Croazia – Creeremo una grande Serbia”.

Oratore carismatico e populista, Seselj è noto per i suoi eccessi verbali e fisici. L’ex presidente serbo Milosevic, morto prima di essere condannato dal tribunale dell’Aja, lo aveva definito un violento primitivo.