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Ancora scontri in Messico per il caso dei desaparecidos di Iguala. Bloccato l'aeroporto di Acapulco.

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Ancora scontri in Messico per il caso dei desaparecidos di Iguala. Bloccato l'aeroporto di Acapulco.

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La rabbia contro le istituzioni cresce ancora in Messico, dove dimostranti hanno bloccato l’accesso all’aeroporto della località balneare di Acapulco, nello stato di Guerrero, ed hanno affrontato la polizia che tentava di fermarli.

Erano compagni di scuola e parenti dei 43 studenti sequestrati in settembre dalla polizia municipale della città di Iguala, sempre nello stato di Guerrero, e consegnati alla criminalità organizzata, che li avrebbe uccisi per ordine del sindaco della stessa città.

Alla fine la polizia si è fatta da parte ed ha lasciato che i dimostranti bloccassero lo scalo per tre ore, come chiedevano.

Il caso ha seriamente rovinato l’immagine vincente del presidente Enrique Peña Nieto, accusato di non fare abbastanza e di voler mettere a tacere l’affare.
Contestato per non aver annullato impegni diplomatici in Asia, ha condannato le violenze nello scalo tra due voli. “Non è così che si chiede giustizia” ha detto.

Sabato i dimostranti che chiedevano le sue dimissioni avevano assaltato e dato le fiamme l’ingresso del Palazzo presidenziale a Città del Messico.

La fiducia nelle autorità è talmente bassa che i dimostranti in tutto il Paese non credono nelle versioni ufficiali e continuano a chiedere che i ragazzi vengano restituiti in vita alle famiglie.