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Tempesta du Cameron per l'accordo sui rimborsi dovuti all'UE

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Tempesta du Cameron per l'accordo sui rimborsi dovuti all'UE

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È tempesta sul governo britannico, accusato da più parti di tentare di vendere una semplice dilazione del pagamento di quanto dovuto da Londra all’Unione Europea, come se fosse uno sconto.

“Pagheremo la metà, più tardi e senza interessi” ha detto il cancelliere dello scacchiere George Osborne dopo l’accordo ottenuto all’ECOFIN.

Gli ha fatto eco il premier David Cameron, sottolineando che Londra ha anche ottenuto la revisione delle regole sugli aggiustamenti di bilancio, che il mese scorso avevano rivelato come la Gran Bretagna dovesse pagare 2,1 miliardi di euro di contributi arretrati entro il 1 Dicembre.

Un trionfalismo che mette in imbarazzo gli altri leader europei, che a Cameron hanno in effetti offerto solamente una dilazione nel pagamento, per farlo coincidere con i ristorni che l’UE avrebbe comunque pagato a Londra nel 2015, come ha spiegazo il ministro delle finanze olandese Jeroen Disselblom.

Nessun nuovo sconto, dunque, come ha tentato di presentarlo Cameron, a pochi mesi dalle elezioni britanniche del prossimo maggio.

Ma gli altarini sono stati scoperti subito e le opposizioni, da destra a sinistra, gridano allo scandalo.
“Prendono in giro il Paese” ha detto il leader laburista Ed Balls.
“La credibilità di Cameron è in caduta libera” gli ha fatto eco il nazionalista Nigel Farage.