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Catalogna pronta al voto - simbolico - sull'indipendenza da Madrid

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Catalogna pronta al voto - simbolico - sull'indipendenza da Madrid

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Non lo si può chiamare referendum – quello è stato sospeso dalla Corte costituzionale spagnola – ma, per gli indipedentisti catalani, è comunque un voto storico.

Sfidando il divieto di Madrid, la Generalitat ha adibito a seggi scuole e locali municipali. Il quesito ha ormai solo un valore simbolico.

Ignasi Masip, portavoce dell’Assemblea Nazionale Catalana: “Stiamo convincendo gli ultimi indecisi ad andare a votare. Non importa se voteranno per il Si o per il No. Vogliamo che sia una giornata storica, che la gente sia felice e che nessuno abbia paura”.

Oltre agli indipendentisti, sabato a Barcellona si è mobilitato anche il fronte unionista, che denuncia la mancanza di un organismo di controllo indipendente.

Albert Rivera, leader del Partito dei Cittadini:“Urne e schede elettorali non bastano per parlare di democrazia. Qui si vuole imitare la democrazia. Invito il presidente Artur Mas a indire elezioni, se vuole davvero che si vada a votare”.

A minimizzare la portata del voto ha pensato il capo dell’esecutivo spagnolo, Mariano Rajoy, che, intervenendo a una manifestazione del Partito popolare in Estremadura ha detto: “Fino a quando sarò il primo ministro, la sovranità nazionale sarà salva. Fino a quando sarò primo ministro, nessuno spezzerà l’unità della Spagna”.

Sabato, i partigiani del Si e del No sono quasi arrivati alle mani a Barcellona, soprattutto quando un gruppo di attivisti baschi è giunto a incoraggiare la campagna indipendentista.