ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

I ricordi del muro

Lettura in corso:

I ricordi del muro

Dimensioni di testo Aa Aa

25 anni dopo il crollo della cortina di ferro l’arte del muro attira ancora molto pubblico nella capitale tedesca. Molti artisti hanno dato il loro contributo a quella che è considerata la East Side Gallery.

Il pittore russo Dmitry Vrubel è uno di loro. La sua opera intitolata : “Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale” detta anche “Bruderkuss” (cioè bacio fraterno), ritrae appunto il bacio del 1979 fra il leader sovietico Leonid Brezhnev e il Segretario generale del Comitato Centrale della DDR Erich Honecker. Era stata dipinta quando le due Germanie non erano ancora ufficialmente riunificate.

Dmitry Vrubel, artista:
“Raggiungemmo il muro dove c’era una piccola costruzione con barattoli di vernice. Una ragazza scozzese mi offri’ di firmare un contratto. C’erano ancora le guardie orientali che non consentivano di andare nella zona ovest tuttavia quando iniziai a dipingere mi portarono l’acqua per i colori”.

Vrubel aveva 29 anni. Sognava di esporre in una galleria, cosi’ apparve la magica “East Side Gallery”. Firmo’ il contratto senza leggerlo e inizio’ l’opera. Lavoro’ 7 giorni. Solo allora si rese conto che aveva ceduto tutti i diritti alla galleria. I soldi non contavano per lui e gli amici gli diedero dell’idiota.

Dmitry Vrubel, artista:“Una mattina ero ancora a letto quando il mio amico Alexander Bradovsky arrivo’ con i giornali, il Berliner Zeitung e il Neues Deutschland, quotidiani della Germania Comunista che titolavano “Bacio fraterno” dando per la prima volta il nome dell’artista”.

Ben presto l’opera di Vrubel dilgo’ sulle T-shirt, i poster ed altri souvenir di Berlino. Nel marzo del 2009, come gli altri affreschi apparsi sui resti del muro l’opera si degrado’ e l’artista torno’ a ridipingerla con tinte piu’ resistenti.

Il “Bacio fraterno” è considerato un’ allegoria politica degli ultimi 25 anni di regime comunista tuttavia nel profondo racconta il disagio personale dell’artista e le sue relazioni con le donne.

Dmitry Vrubel: “L’opera è associata ad alcune esperienze personali con ragazze. Ma è dedicata all’amore, l’amore…all’immagine dell’amore. Possiamo ritrovarci in diverse situazioni quotidiane ci possiamo trovare bloccati fra le labbra di questo genere di mostri. All’epoca questa era la rappresentazione delle mie difficoltà personali”.

Vrubel che vive ancora a Berlino non ha avuto un soldo per la sua opera anche se al momento del rifacimento dell’opera gli sono stati dati 3000 euro. http://en.wikipedia.org/wiki/East_Side_Gallery

________________________________________

Non è stato facile per gli artisti dell’est esprimersi in epoca sovietica. Beatrice, una delle piu’ popolari hard rock band d’Ungheria dei tardi anni 70, si scontro’ col potere. Il loro carismatico frontman Feró Nagy venne arrestato molte volte.

Feró Nagy, frontman di Beatrice: “All’epoca in Ungheria eravamo un fenomeno, non necessariamente una rock band o una punk band, eppure qualcosa accadeva qualcosa che non s’incastrava con una società tanto controllata”.

Nelle situazioni di grande costrizione dell’epoca del totalitarismo le attitudini insolite della band, il loro linguaggio sboccato che si smarcava dagli standar correnti non fu ben tollerato.

Beatrice venne messa al bando e i suoi membri entrarono nel mirino dei servizi segreti mentre i loro fan si moltiplicavano soprattutto nella classe operaia.

Feró Nagy: “Noi abbiamo sempre risposto che ci dispiaceva ma non sapevamo che quel che facevamo era vietato, era anche duro farglielo intendere, sebbene poi i funzionari con i quali mi confrontavo, sotto sotto, la pensavano come me ma non potevano venirmi incontro”.

Molto famosa è la loro canzone intitolata “In ginocchio”. Quando veniva interpretata tutti si mettevano in ginocchio. Gli agenti segreti osservavano il concerto della band, molti anni dopo i rapporti su questi concerti sono stati resi pubblici. I membri della band a un certo punto volevano emigrare.

Feró Nagy: “Abbiamo iniziato a studiare l’inglese e nel frattempo abbiamo avuto anche bisogno di camerieri perchè la musica ci assorbiva troppo. Allora il regime si rese conto che studiavamo l’inglese, capirono che volevamo andarcene all’estero e mi ritirarono il passaporto”.

Dopo la caduta della cortina di ferro Beatrice visse una nuova ondata di popolarità con cambiamenti anche all’interno della formazione che resta tuttora una band di primissimo piano in Ungheria.

Feró Nagy: ​“Diventammo molto famosi anche in provincia dove venivano fino a 2000 persone ai concerti, lavoravamo bene ma non stavamo bene, eravamo solo alla moda, ce ne sono di storie come la nostra”.

Feró Nagy ha scritto un libro su quella stagione rivelando i rapporti dei servizi segreti apparsi negli anni successivi.