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Elezioni midterm Usa, bocciato Obama ma non il suo salario minimo

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Elezioni midterm Usa, bocciato Obama ma non il suo salario minimo

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Un’onda rossa ha ridipinto la cartina politica degli Stati Uniti questa settimana. Alle elezioni di metà mandato gli elettori hanno mandato un chiaro messaggio al presidente Barack Obama, permettendo ai Repubblicani di riconquistare la maggioranza al Senato e così controllare il Congresso.

Come mai? Gli esperti elencano temi di politica estera e interna. Eppure l’economia non è in cima alla lista. Gli ultimi indicatori potrebbero suggerire che la Casa Bianca, in realtà, sta facendo un buon lavoro: la disoccupazione è sotto il 6% e il Pil nel terzo trimestre è cresciuto ad un ritmo del 3 e mezzo percento.

Da Lione, la redazione economica di Euronews ha parlato con il corrispondente da Washington Stefan Grobe per approfondire la questione.

Giacomo Segantini: “Stefan, cosa è successo al famoso mantra degli anni novanta ‘È l’economia, stupido’? Davvero gli americani si sono dimenticati dei temi finanziari?

Stefan Grobe: “L’America è un Paese diviso. E lo è per una ragione: la crescente disguaglianza economica. Quasi tutti i guadagni che sono stati prodotti negli ultimi 30 e passa anni sono andati a quell’1% di popolazione più ricca, mentre i salari per il restante 99% si sono a malapena scostati”.

Giacomo Segantini: “Come pensi che cambierà l’agenda economica del Presidente, ora che è obbligato a scendere a patti con i Repubblicani?”

Stefan Grobe: “Io non credo che cambierà in alcun modo. Ed il Presidente lo ha sottolineato mercoledì durante la sua conferenza stampa. Adesso lui pensa a se stesso come il solo difensore della classe media, l’unico giocatore nell’arena politica a proteggere l’uguaglianza dei redditi, la copertura sanitaria universale e l’aumento del salario minimo. Tutte cose che i Repubblicani respingono. Ma martedì è successa una cosa interessante: in 4 stati conservatori dove il presidente è detestato – Alaska, Arkansas, Nebraska e Sud Dakota – gli aumenti del salario minimo erano sulla scheda di voto. E, indovinate un po’? Sono passati tutti con dei margini enormi. Insomma: Obama sarà anche impopolare, ma le sue politiche non lo sono!”