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"USA a rischio paralisi". L'analisi di euronews da Washington

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"USA a rischio paralisi". L'analisi di euronews da Washington

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Due anni in salita, con il forte rischio di uno stallo senza precedenti nella storia americana. Da Washington l’analisi del corrispondente d’euronews Stefan Grobe, che dopo il rovescio democratico alle elezioni di metà mandato, per Barack Obama prevede orizzonti foschi. “Non è la prima volta che un Presidente degli Stati Uniti perde il controllo di tutto il Congresso – dice – ma questa volta è peggio”. Ecco il perché.

Stefan Grobe, euronews
“Assisteremo a due anni di certo molto interessanti. Anzitutto non è la prima volta che che un Presidente in carica perde il controllo del Congresso al suo sesto anno di mandato. Quattro, dalla Seconda Guerra Mondiale, quelli che sono stati confermati alla Casa Bianca: Eisenhower, Reagan, Clinton e George W Bush. E tutti – con il loro partito – hanno perso il controllo del Congresso quando erano al sesto anno in carica. Storicamente non è quindi inabituale. Forse, la differenza è che durante la presidenza di Reagan e Clinton, il Congresso riuscì comunque a continuare a dimostrarsi produttivo e a legiferare, perché la minoranza sconfitta trovò un accordo con la maggioranza. Uno scenario che questa volta vedo invece difficilmente profilarsi. E questo perché entrambi i campi, Democratici e Repubblicani, sono scivolati verso posizioni molto, molto estreme. Non c‘è un chiaro terreno comune ed è difficile immaginare che possano arrivare a dei compromessi”.

Paul McDowell, euronews
“Stai quindi dicendo che lo stallo del governo, la sua impossibilità a portare avanti le sue politiche, proseguirà?”.

Stefan Grobe, euronews
“Senza alcun dubbio. Il Congresso uscente è stato il meno produttivo della recente storia americana. Sotto Obama, negli ultimi quattro anni, la governance era divisa. Ora i Repubblicani controlleranno entrambi i rami del Congresso, ma questo non cambierà la sostanza. Dovranno comunque cercare un compromesso con Obama, ma non è certo nelle loro intenzioni. Ci saranno quindi dei progetti di legge, magari sul commercio, sull’immigrazione o ancora sulla politica estera, che atterreranno sulla scrivania di Obama, ma se lui vorrà, potrà comunque apporre il suo veto. Scontri serrati tra ala moderata e radicale dei repubblicani sono già in corso, in merito all’atteggiamento che il partito dovrà assumere con i Democratici alla Casa Bianca. Prevedo comunque che non si legifererà molto e suppongo che stallo e immobilismo proseguiranno fino alle presidenziali del duemilasedici”.