ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

13 agosto 1961, Berlino divisa dal Muro della Vergogna

Lettura in corso:

13 agosto 1961, Berlino divisa dal Muro della Vergogna

Dimensioni di testo Aa Aa

All’inizio degli anni ’60, 15 anni dopo la fine della Seconda Guerra mondiale, il mondo è in piena guerra fredda. Berlino è ancora divisa in quattro settori che formano due blocchi: ovest ed est. Nella Repubblica federale tedesca si avvia la crescita economica e la modernizzazione. Il tenore di vita migliora, mentre i sovietici assistono impotenti alla fuga di milioni di tedeschi verso ovest.

Una emorragia che bisogna fermare. Con questa giustificazione sarà eretto quello che a ovest chiameranno “il muro della vergogna”, mentre per gli altri sarà il “baluardo antifascista”.

Il progetto, rimasto segreto fino all’ultimo, coglierà i berlinesi di sorpresa il 13 agosto 1961. I membri delle forze armate della Repubblica Democratica Tedesca, la polizia militare, le milizie dei lavoratori e migliaia di soldati sono schierati per bloccare le strade e le ferrovie che portano a Berlino ovest. Le truppe sovietiche in assetto da combattimento si ammassano al confine.

Durante la notte vengono erette delle barriere di filo spinato che separano, con un tagli netto, la città, le famiglie, gli amici. Migliaia di berlinesi perdono il lavoro. Molto rapidamente, il filo spinato lascia spazio al muro. Gli edifici lungo la linea di demarcazione sono inglobati nella barriera. Porte e finestre vengono murate. Il muro è in realtà un dispositivo militare complesso, costituito da due pareti alte oltre 3 metri e mezzo, separate da una terra di nessuno larga dai 5 ai 200 metri.

302 torri di guardia e dispositivi di allarme, 14.000 guardie e 600 cani sorvegliano la frontiera tra i due mondi.

136 persone moriranno nel tentativo di attraversare il muro. 97 delle quali uccise dalle truppe della DDR. Alcuni, come Ida Siekman, la prima a perdere la vita il 22 agosto, si feriranno mortalmente da soli. Ida salterà dalla finestra del suo palazzo e morirà per le ferite riportate. Winfried Freudenberg sarà l’ultima vittima del Muro, pochi mesi prima della sua caduta. L’8 marzo del 1989, morirà nel tentativo di attraversare il muro a bordo di una mongolfiera.

Il muro permette ai sovietici di raggiungere il loro obiettivo. In circa 30 anni, solo 5mila persone saranno capaci di fuggire. Ma diventa di fatto l’immagine concreta della divisione tra la tirannia comunista e il mondo libero.

Una divisione che avrà fine il 9 novembre 1989 e oggi di quel Muro non resta che una lunga cicatrice nel cuore di Berlino.