ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Usa: elezioni di metà mandato, i Repubblicani a caccia del Senato

Lettura in corso:

Usa: elezioni di metà mandato, i Repubblicani a caccia del Senato

Dimensioni di testo Aa Aa

Alle elezioni di metà mandato, negli Stati Uniti, è in ballo il destino del Senato dove i democratici rischiano di perdere la maggioranza. Le crisi in diverse parti del mondo, il panico legato a Ebola sommato all’ostruzionismo dei Repubblicani hanno inferto un duro colpo alla popolarità di Barack Obama. Inoltre tra i democratici c‘è chi prende le distanze dal presidente o lo critica apertamente.

L’opinione pubblica è delusa, come spiega la professoressa Toni-Michelle Travis della George Mason University. “Alcuni non sono d’accordo con la sua politica estera, la ritengono inconcludente, pensano che si sarebbe dovuto muovere più rapidamente su questioni come il Medio Oriente. Credono che sia fiacco e che non agisca come dovrebbe fare un presidente”.

Secondo gli analisti, indipendentemente da chi vinca, il Congresso resterà il meno produttivo della storia statunitense. I Repubblicani sono accusati di aver assunto posizioni estreme, usando la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti per bloccare le iniziative del presidente.

Thomas Mann è esperto di governance al think thank Brookings Institution. “Non c‘è un’espressione chiara delle intenzioni da parte degli elettori. Dicono semplicemente: non ci piace come vanno le cose. Ma non hanno idea di come cambiarle. Democratici e Repubblicani sono in disaccordo al loro interno. Non c‘è una lezione né una ragione che li spinga a cambiare campo, non c‘è una chiara proposta che faccia guadagnare consensi ai Repubblicani”.

Il tasso di approvazione dell’operato del presidente Obama si aggira attorno al 40% mentre per il Congresso va peggio, appena il 10%.

“Un senato democratico sarebbe una cosa positiva per Obama, ma non accrescerebbe le prospettive di ottenere un progetto di legge sull’immigrazione o grandi investimenti nelle infrastrutture. Dovrà basarsi sulla sua autorità di presidente per agire tramite ordini esecutivi e disposizioni amministrative”.

Obama aveva invitato i partiti a superare le divisioni e trovare un terreno d’intesa al Congresso. E’ andata diversamente. E la situazione non cambierà, come nota il nostro corrispondente.

Stefan Grobe, euronews:
La conclusione è che non ci si può aspettare molto dal prossimo Congresso. Le cose probabilmente peggioreranno soltanto, mentre la campagna per le presidenziali del 2016 ha già cominciato a dominare l’arena politica.