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Da discarica a oasi e risorsa per la popolazione. La parabola di Wadi Hanifa


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Da discarica a oasi e risorsa per la popolazione. La parabola di Wadi Hanifa

Un tempo fonte di vita per il cuore dell’Arabia Saudita e poi a lungo abbandonata. Tagliata da un fiume che attraversa zone desertiche, è la vallata di Wadi Hanifa, a ridosso della quale è sorta la capitale Riyad.

La città si è con il tempo sviluppata intorno alla vallata, che un progetto di recupero decennale dell’Autorità per lo Sviluppo di Arriyadh ha riportato a nuova vita.

Quanto vediamo oggi è in netto contrasto con il degrado in cui era caduta la vallata. Un patrimonio a cui la popolazione di Riyad aveva voltato le spalle, trasformando i suoi 120 chilometri in un’immensa discarica.

“In passato Wadi Hanifa era una risorsa ambientale per la popolazione – ci spiega Saud AlAjmi,
Project Manager del dipartimento ambientale dell’Alta Commissione per lo sviluppo di Arriyadh -. Lo sviluppo della città condusse però al suo deterioramento. Con il tempo, in quest’area cominciarono ad accumularsi detriti, scarti delle fabbriche e di altre attività industriali o agricole”.

Il progetto di riqualificazione ha voluto rimediare ai danni del passato, per promuovere la Valle di Wadi a rinnovata risorsa per la città di Riyad. Una serie di dighe ha regolato il flusso del fiume e la rete stradale si è arricchita di nuove arterie, con segnaletica e cartelli, volti a facilitare la scoperta della vallata.

Oltre a spazi vivibili, la riqualificazione ha restituito a parte della popolazione anche risorse e lavoro. E’ il caso dei coltivatori di datteri, che da queste palme traggono un raccolto prezioso e di ottima qualità.

Ad assaggiarli per noi è l’inviato di euronews, Paul McDowell. “Non è forse chiaro a prima vista – dice -, ma esistono centinaia di varietà di datteri. E questa è una delle migliori. Si tratta di una varietà bicolore e il processo di maturazione è iniziato. Questi datteri si possono mangiare freschi o essiccati. Sono dolcissimi e deliziosi. Uno di quei frutti a cui, una volta assaggiato è difficile rinunciare”.

Incontriamo poi Bandar Al Jomah, un habitué che di questi luoghi ci racconta anche il passato e la trasformazione. “Sono un cliente abituale – dice -. Acquisto regolarmente i datteri da questi agricoltori. La valle era del tutto abbandonata, ma con i lavori le coltivazioni hanno guadagnato spazio e visibilità. A beneficiare della riqualificazione è stata la valle nel suo complesso, che si è trasformata in vero laboratorio di sviluppo. Venendo qui si ha l’impressione di essere in un complesso turistico”.

La decontaminazione delle acque è avvenuta grazie a un pluripremiato impianto di “biorecupero”. Un trattamento che ricorre cioè alla stimolazione delle proprietà degradanti di microrganismi già presenti nell’ambiente.

Badr Al-Tamimi, ingegnere specializzato in biorisanamento: “Una buona parte del lavoro è svolto da organismi come le alghe o altre piante più sviluppate. A questo ciclo partecipano però anche una serie di ‘consumatori’ come alcune varietà di uccelli e di pesci. Si tratta insomma di un’intera catena alimentare”.

Le tecniche utilizzate per la riqualificazione non sono nuove. Quello della valle di Wadi è però un esempio di rara integrazione.

La valle di Wadi è ora presa d’assalto anche per i picnic in famiglia. Sette nuovi parchi hanno già aperto al pubblico, mentre per altri due i lavori sono ancora in corso.

La metamorfosi sorprende gli stessi abitanti del luogo. Abdul Asaiad è uno di loro.
“Vivo a Riyadh da sempre – ci dice – e tutto questo prima non esisteva. Uscendo dalla città sono rimasto sorpreso da come sono cambiate le cose: la pulizia, l’organizzazione degli spazi, ma anche il verde e la pavimentazione. Tutto è davvero ben fatto”.

Per saperne di più:

www.arriyadh.com

www.unesco.org

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