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Burkina Faso: manifestanti chiedono autorità civili, interviene l'esercito

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Burkina Faso: manifestanti chiedono autorità civili, interviene l'esercito

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La rivendicazione della popolazione del Burkina Faso di un governo civile si scontra con il potere dell’esercito di fronte alla sede della radiotelevisione pubblica. I militari hanno sparato in aria per disperdere la folla, un ragazzo è morto.

Centinaia di persone avevano scortato Saran Sérémé, uno dei leader dell’opposizione, davanti alla tv chiedendole di autoproclamarsi presidente di transizione.

E’ quello che che ha fatto l’ex ministro della difesa Kouamé Lougué, davanti alle telecamere. Il suo nome era stato scandito dalla folla venerdì, dopo le dimissioni di Blaise Compaoré. Le trasmissioni sono state interrotte, poi l’esercito ha evacuato la sede.

Il presidente ad interim, il tenente colonnello Isaac Zida, ha incontrato i principali dirigenti dell’opposizione. Poi le forze armate, in un comunicato, hanno ribadito che l’organismo di transizione sarà frutto di un ampio consenso.

Ma i manifestanti, che domenica mattina si erano riuniti in piazza della Nazione, a Ouagadougou, e che poi sono stati allontanati con spari in aria e lacrimogeni, si sentono privati della rivoluzione dall’esercito.

L’Unione Europea ha chiesto ai militari di rispettare i diritti fondamentali, come quello di manifestare, e assieme a Unione Africana e Comunità degli Stati dell’Africa Occidentale, chiede una transizione democratica guidata da civili.