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Bendato su una corda, sospesa fra i grattacieli. Wallenda da vertigini

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Bendato su una corda, sospesa fra i grattacieli. Wallenda da vertigini

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Con gli occhi bendati su un cavo d’acciaio, per i 29 metri più lunghi della sua vita. Dopo le cascate del Niagara e il Grand Canyon, Nik Wallenda si è cimentato in un’altra delle sue folli imprese.

L’emittente televisiva Discovery Channel che ha trasmesso l’evento lo ha fatto però in differita di qualche minuto, per poter “tagliare” le immagini di un’eventuale caduta.

166 metri più in basso, le vie di Chicago e ad attenderlo due record, che si vanno ad aggiungere alla sua già affollata bacheca di primati.

Se quello per la “traversata bendata” più lunga della storia lo ha fatto tremare un po’, lui ha trovato comunque il buonumore per minimizzare.

“Forse mi avete visto tremare come una foglia – ha raccontato all’arrivo -, ma perché era la corda a trenarmi sotto i piedi e io… io volevo solo arrivare dall’altra parte!”.

Poco prima “l’americano volante” si era posto un’altra sfida. Questa volta a occhi aperti, ma per compensare in salita: dai 179 metri della partenza ai 206 dell’arrivo, per una pendenza di 19 gradi, che gli è valsa il secondo Guinnes dei Primati della serata.

Allenatosi nella sua città natale, su Twetter Nik Wallenda ha avuto la presenza di spirito di scherzarci su: “Peccato esser stato bendato – ha scritto – mi sono perso le bellezze di Sarasota!”.

Questa volta qualche brivido non ha mancato di tradirlo, ma la spericolatezza è di famiglia: acrobata di settima generazione, Wallenda ha detto che dedicherà la prossima impresa al bisnonno Karl, precipitato da un cavo in Portorico alla tenera età di 73 anni.