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All'Opéra di Parigi "Il ratto del serraglio" di Mozart... con un tocco di Chaplin

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All'Opéra di Parigi "Il ratto del serraglio" di Mozart... con un tocco di Chaplin

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L’Opéra di Parigi, gioiello architettonico della seconda metà dell’Ottocento, mette in scena, dopo trent’anni, “Il ratto del serraglio” di Mozart, opera ispirata alle idee illuministiche, ambientata in un fantasioso oriente, celebrazione della fedeltà, la tolleranza, la clemenza.

La regia è dell’eclettica Zabou Breitman, che per illustrare il prologo si è ispirata al cinema muto. “L’ouverture è, musicalmente, una specie di riassunto di quel che segue, ma poiché questa è una storia in cui gli antefatti contano, mi piaceva l’idea di farlo capire subito sfruttando l’artificio dei film muti degli Anni Venti, dove subito si intuisce tutto… e, in più, ho pensato di ricreare quell’atmosfera attraverso quelle immagini sin dall’inizio.

“Mozart si permette qualsiasi cosa! Tutto è possibile con lui… ma c‘è anche, sotto – e mi piace enormemente -, un’apparente leggerezza, una nostalgia, un’amarezza… le arie, poi, mi commuovono… Ovviamente, è un’opera: sappiamo che tutto è vero, e non vero; è un po’ “Le luci della città”… la derisione assoluta e terribile della vita… altrimenti non c‘è più divertimento, se non si è certi che anche la morte ha un aspetto leggero.

“Una cosa che mi piace da morire è il ‘quartetto’, è l’opera in miniatura, come se i protagonisti cantassero intorno al modellino dello spettacolo! Dentro ci sono tutti i sentimenti dell’opera, e loro sembrano marionette che ripetono tutto di nuovo, è come guardare attraverso la finestra di un quadro!

“Ogni volta che li sento cantare cambio il mio personaggio preferito… mi dico: “È lei che preferisco! Ah no, è lui! Ah no, questo è troppo bello!’ In realtà, appena ricominciano, cambio idea! Davvero, li amo da morire! E ho una fortuna incredibile a lavorare con artisti di questo livello, sono molto fortunata!”