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Ungheria: ancora proteste contro la tassa sul web che il governo non ritira

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Ungheria: ancora proteste contro la tassa sul web che il governo non ritira

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Il governo ungherese di Viktor Orban non arretra sul progetto di tassare l’uso di internet, nonostante le manifestazioni degli ultimi giorni abbiano portato in piazza a Budapest oltre 10.000 persone per
chiederne il ritiro. I deputati del governo hanno presentato una modifica della legge, che limita l’impatto della tassa, ma il testo nella
sostanza resta uguale. E gli ungheresi non si accontentano.
Anche l’Associazione delle aziende di telecomunicazione ha protestato contro il progetto del governo di introdurre la prima tassa della storia sui dati scaricati da Internet , con un prelievo di 150 fiorini (50 centesimi di euro) per gigabyte. Una misura giudicata necessaria dall’esecutivo per colmare il buco di bilancio per il prossimo anno, ma criticata anche dalla Commissione Europea che l’ha bollata come una “cattiva idea” sia per il Paese che per l’Europa.

Parliamo con la corrispondente di Euronews Andrea Hajagos che si trova nei nostri studi di Budapest. Chi è la gente che hai visto in strada e perchè è stato dopo questo provvedimento che hanno cominciato a non poterne più?Ci sono altri problemi oltre alla tassa su Internet?

E’ stato molto interessante in entrambe le proteste vedere persone di ogni estrazione sociale ed è davvero eccezionale il numero di giovani che è sceso in piazza. E’ un caso raro: i giovani di solito non prendono parte alle proteste politiche. Molti si sono avvicinati per via della tassa sul web. Anche se il governo ha promesso di imporre un tetto di 2,3 euro al mese, sottolineando che sarebbe pagato dai providers, i manifestanti insistono nel dire che è il principio della tassazione sul web ad essere sbagliato. Pensano che limiti la libertà di informazione che è una delle basi della democrazia. Ho anche incontrato gente che mi ha detto che questa è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo gli scandali diplomatici che hanno portato gli Stati Uniti a bandire gli ufficiali del governo ungherese dal Paese perchè corrotti. Secondo la stampa ungherese, il presidente dell’agenzia delle entrate è su quella lista. Ecco perchè si sentono e leggono slogan come “non paghiamo le tasse ai criminali”. Molti sono anche arrabbiati perchè quando nel 2008 il governo socialista voleva imporre la tassa su Internet, l’allora partito di opposizione Fidesz, attaccò fortemente l’idea. Ecco perchè la tassa sul web in internet è diventata un problema simbolico in Ungheria.

Cosa succede ora? E’ possibile che il governo ritiri il provvedimento? Dobbiamo aspettarci altre proteste?

Questa mattina un membro del governo ha detto che non si tireranno indietro, ci sarà in ogni caso una tassa su Internet e il Parlamento approverà il provvedimento entro metà novembre. Gli organizzatori dicono che la protesta continuerà di sicuro. Ho parlato con un analista che dice che Viktor Orban non ha molta scelta in questo. Se avesse ritirato il provvedimento prima, sarebbe stata una decisione saggia. Ma adesso suonerebbe solo come un segno di debolezza. E’ famoso per non tornare sui suoi passi. Nonostante le proteste, porta sempre avanti le proprie idee. Ma in questo caso rischia di mettere un’arma nelle mani dei suoi avversari.

Andrea Hajagos, Molte grazie

Grazie