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CRISTO SI E' FERMATO SULL'EBOLA

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CRISTO SI E' FERMATO SULL'EBOLA

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L’epidemia dell’Ebola resta in evidenza sui media. Stiamo assistendo alla maggiore delle epidemie di questo morbo verificatesi fino ad oggi. Attualmente in Sierra Leone, Guinea e Liberia ci sono migliaia di casi di Ebola in evoluzione costante.

Per capire meglio il contagio Euronews è andata all’Istituto Pasteur di Parigi per incontrare Jean Claude Manuguerra uno dei primi scienziati che ha lanciato l’allarme su queste ultime epidemie.

JEAN-CLAUDE MANUGUERRA, RICERCATORE:
“Ebola è una malattia causata dal virus che si chiama Ebola. L’infermità inizia brutalmente con la febbre, un po’ come un’influenza e poi rapidamente iniziano mal di gola e dolori un po’ dappertutto. Scattano in seguito altri sintomi che non fanno piu’ pensare all’influenza: cominciano vomito e diarrea. Le complicazioni possono essere le emorragie ma non sempre. Il contagio avviene per contatto fisico reale, quindi non è come il contagio di influenza, morbillo o vaiolo che puo’ passare per l’aria. Con Ebola ci vuole un contatto reale con una persona già ammalata, bisogna toccare fluidi corporei infetti. Si è parlato del sudore: non è impossibile trovarlo ma se non ci sono lesioni particolari e non c‘è del sangue in questo sudore allora le quantità di virus sono risibili, poco contagiose. L’ebola non si prende con una stretta di mano”

Domanda: “Qual è la situazione in Europa?”

JEAN-CLAUDE MANUGUERRRA:
“In Europa la situazione è eccellente. Com‘è noto questo genere di virus attaca gli organismi deboli e si installa nei paesi dove non c‘è un sistema sanitario. Se resta la possibilità che il virus venga importato è praticamente impossibile lo scoppio di una epidemia perchè abbiamo molte fortune, diversamente dall’influenza non si è contagiosi prima di essere ammalati. L’isolamento dei malati e il controllo di coloro che sono stati in contatto con questi consente di spezzare la catena dell’epidemia. E’ facile quando ci sono pochi casi ed è per ora la situazione dell’Europa in cui praticamente non ci sono casi, diversamente diventa molto piu’ difficile quando ci sono molti casi”.

Domanda: Vi sono persone che hanno paura di prendere l’aereo, a causa dell’Ebola. E’ giustificato?

JEAN-CLAUDE MANUGUERRA:
“Per quanto ne so io non c‘è stato alcun caso di contaminazione durante i viaggi in aereo. L’aereo è un ambiente molto ostile ai virus. Quindi si puo’ prendere l’aereo senza rischi in relazione ad Ebola”.

Si crede che i pipistrelli della frutta siano all’origine della malattia. Ma per quanto riguarda gli animali domestici, per esempio i cani, questi possono trasmettere l’Ebola?

JEAN-CLAUDE MANUGUERRA:
“ Sono rari gli studi in proposito, non possiamo eliminare questa possibilità. Detto cio’ esiste uno studio del 2005, credo, che evoca una epidemia in Gabon in cui si parla di cani che presentavano degli anticorpi e in zona di contagio non hanno sviluppato la malattia e probabilmente non possono trasmetterla”.

Domanda:Parliamo ora di vaccino. A che punto è la ricerca sul vaccino?

JEAN-CLAUDE MANUGUERRA:
“Penso che i primi test clinici cominceranno all’inizio del 2015 in attesa delle prove di efficacia potranno essere effettuate con le scimmie sapendo che la scimmia è un buon modello perchè è piu’ sensibile dell’uomo quindi se funziona con le scimmie potrebe funzionare con l’uomo. Intanto i test sull’uomo non ci saranno prima del 2015”.

Domanda: Qual è il ruolo dell’industria farmaceutica? Si dice che non abbia speso abbastanza per la ricerca sull’Ebola.

JEAN-CLAUDE MANUGUERRA:
“Credo che le industrie farmaceutiche come altri organismi abbiano delle priorità. In termini di salute pubblica Ebola non è stato una priorità.
Va detto che in 21 episodi dal 1976 globalmente ci sono stati meno di 2000 morti in paragone al milione e 600 mila morti per l’Aids nel mondo nel 2012, o gli 1,3 millioni di morti per la tubercolosi nel mondo sempre nel 2012… Ebola uccide meno dell’influenza stagionale. Con cosi’ scarsi pazienti è difficile fare degli studi inoltre sono pochi i laboratori che possono lavorare su questo virus”.