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A Hong Kong è ancora "rivoluzione degli ombrelli". Ma cala l'attenzione sulla piazza

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A Hong Kong è ancora "rivoluzione degli ombrelli". Ma cala l'attenzione sulla piazza

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Occupy Central non si ferma. Ma cala l’attenzione sulla piazza. A Hong Kong i manifestanti pro-democrazia continunano a occupare le strade contro il sistema elettorale restrittivo imposto da Pechino, anche se i sit-in si sono ridotti.

Tra scontri, arresti, e polemiche, la campagna di mobilitazione, che sta coinvolgento soprattutto i giovani, punta a chiedere la costituzione di un vero suffragio universale nella regione autonoma sotto il dominio cinese.

Nonostante la “rivoluzione degli ombrelli” abbia attirato l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale, finora Pechino non sembra voler concedere all’ex colonia britannica elezioni democratiche con il metodo del suffragio universale. Hong Kong gode di ampie libertà, fra cui quella di stampa e di parola, ma il governo cinese, per ora, non vuole concedere piena democrazia alla città, temendo che possa intaccare la legittimità del regime autocratico anche nel resto della Cina.