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Brasile: domenica ballottaggio presidenziali, Rousseff verso il bis

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Brasile: domenica ballottaggio presidenziali, Rousseff verso il bis

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Dilma mostra i muscoli. In Brasile si chiude la campagna elettorale più infuocata nella storia del gigante sudamericano e la Presidente prenota il bis.

Gli ultimi sondaggi danno la Lady di Ferro, o come dicono i brasiliani, la Presidenta, in vantaggio di 8 punti. Nello Stato-continente equivale a un distacco di oltre 8 milioni di voti.

Merito della potente macchina elettorale del Partito dei Lavoratori che ha frenato la rincorsa dei conservatori giocando sul paragone tra i 12 anni di governo della sinistra e gli 8 della destra.

Un messaggio destinato al più grande serbatoio elettorale del Brasile, le favelas, dove cinquanta milioni di poveri hanno migliorato il loro tenore di vita grazie ai programmi sociali del binomio Lula-Rousseff.

“Vivo con 152 reais (circa 50 euro) al mese – dice Vera Lucia Lemos, un’abitante di Jardim Gramacho – Domani ritirerò i soldi e potrò comprare quello che serve per mio figlio. Poi dovrò aspettare il prossimo mese per ritirare il denaro che Dilma mi darà di nuovo. Dilma ci aiuta. Se non fosse stato per lei saremmo nei guai. mia madre ha allevato 12 bambini con i contributi alla Famiglia”.

Un consenso molto meno forte nei quartieri più ricchi, dove il Partito dei lavoratori è sinonimo di corruzione e la Rousseff è ritenuta responsabile della crisi economica del paese.

“Le persone desiderano un cambiamento, tutti qui sono contro Dilma, ma non sappiamo come finirà – afferma Beatriz Todeschini Pires, residente nella parte ricca di Rio de Jainero – Noi viviamo a Ipanema, il quartiere ricco di Rio de Janeiro”.

“Abbiamo bisogno di cambiare il nostro presidente – aggiunge Almir Lima – per cambiare la nostra economia e migliorare tutti gli indicatori economici”.

Aécio Neves si presenta alla classe media come il candidato del cambiamento. 54 anni, già deputato, poi governatore e attualmente senatore dello Stato di Minas Gerais, suo nonno Tancredo fu eletto presidente nel 1985, ma morì prima di entrare in carica.

Promette una scossa liberale alla classe produttiva per rilanciare l’economia e ha cercato di sedurre la classe media delle grandi città attaccando la sua rivale sulla corruzione e sulle carenze del servizio pubblico. Adesso l’ultima parola spetta alle urne.

“Dilma Rouseff e Aécio Neves si sono affrontati nelle strade di San Paolo, il principale collegio elettorale del paese, durante l’ultima settimana di campagna – conclude la giornalista di euronews, Rita Ferreira – Siamo al tutto per tutto in quelle che sono già considerate le presidenziali più intense nella storia del Brasile”.