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Attentati in Egitto, il Presidente al-Sisi: "complotto straniero". Chiuso il valico di Rafah

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Attentati in Egitto, il Presidente al-Sisi: "complotto straniero". Chiuso il valico di Rafah

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Pugno di ferro del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. Imposto lo stato d’emergenza nel Sinai dopo il duplice attentato di venerdì che ha ucciso 31 soldati. Una misura che durerà tre mesi e che riguarda alcune città del nord della penisola dove, da tempo, si concentrano gli attacchi dei jihadisti contro i militari. Una decisione dovuta, spiega al-Sisi sottolineando che elementi stranieri hanno pianificato un complotto contro il Paese. In pratica si tratta di un’operazione che, come sostiene il Presidente, avrebbe lo scopo di destabilizzare l’Egitto e gli egiziani stessi”.

Fonti della sicurezza in Sinai riferiscono che le forze egiziane hanno compiuto una serie di raid contro le postazioni di terroristi a Sheikh Zowayyed, teatro dei sanguinosi attentati. La matrice sarebbe sempre la stessa: ovvero il gruppo radicale Ansar beit al Maqdis vicino allo Stato islamico e tra i più attivi in Egitto.

In attesa di ulteriori misure, il Consiglio di Difesa ha deciso di chiudere il valico di Rafah che separa l’Egitto dalla Striscia di Gaza ed è l’unico posto di confine palestinese non controllato da Israele.