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Strasburgo, verso la staffetta tra Barroso e Juncker

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Strasburgo, verso la staffetta tra Barroso e Juncker

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L’approvazione dell’esecutivo Juncker a un passo dal sì.
Terminate a Strasburgo le audizioni degli ultimi due candidati designati da Slovenia e Slovacchia per entrare nel nuovo esecutivo, l’ex Premier lussemburghese si prepara ad affrontare il voto decisivo dell’Europarlamento.

La bocciatura la scorsa settimana della slovena Alenka Bratusek e il conseguente rimpasto della squadra con l’arrivo di Violeta Bulc e il cambio di portafoglio per il commissario uscente Maros Sefkovic, avevano fatto pensare a un allungamento del periodo di transizione tra i due esecutivi.

Per la prima volta Barroso ha tenuto un discorso a braccio davanti agli eurodeputati. Raccontando le sfide vissute nei dieci anni a capo dell’esecutivo europeo. “Siamo andati vicinissimi al default. Anzi, detto meglio, vicinissimi alla bancarotta di alcuni dei nostri stati membri” ha detto Barroso “E guardate dove siamo oggi:Portogallo e Irlanda sono usciti dai programmi di aiuto e bene. L’Irlanda è tra i Paesi a crescere più velocemente in Europa”.

Le parole di Barroso hanno provocato reazioni diverse tra gli eurodeputati. C‘è stato chi ha parlato di un successo e chi ha trovato la Presidenza Barroso un totale disastro.

“Barroso é stato un grande Presidente della Commissione, ha lavorato durissimo e in un momento i cui l’Europa ha avuto grandissime difficoltà” ha ammesso Manfred Weber dei Popolari europei. L’esatto contrario per l’italiano Curzio Maltese, che sull’operato della Commissione Barroso ha affermato:“E’ stato un disastro. Basta guardare alle cifre su disoccupazione e impoverimento per capire che dopo la crisi del 2007-2008 è stata seguita una politica sbagliata”.

Gli occhi restano ora puntati sull’ultima tappa della transizione tra i due esecutivi. Sul voto a Strasburgo pesano ancora alcuni dubbi sui portafogli affidati da Juncker ai candidati spagnolo e ungherese.