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La Russia perde l'alleato Christophe de Margerie

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La Russia perde l'alleato Christophe de Margerie

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“Big Moustache”. Era questo il soprannome di Christophe de Margerie, dovuto agli imponenti baffi, ma anche, secondo qualche malizioso per le sue strette relazioni con la Russia.

Da sempre a fianco del Cremlino, per evidenti interessi commerciali, recentemente nella crisi ucraina si era schierato con Mosca.

L’amministratore delegato della Total chiedeva che non venissero introdotte sanzioni da Stati Uniti e Unione Europea e si impegnava per garantire nuovi investimenti stranieri in Russia.

Come tutti i grandi petrolieri ha condotto per anni una sorta di diplomazia parallela.

“Voleva assolutamente che le relazioni tra francesi, russi, comunità internazionale e Russia continuassero – sottolinea Emmanuel Quidet, presidente della Camera di Commercio franco-russa – Si è battuto sempre perché il dialogo rimanesse vivo. Ne aveva parlato con Parigi, Washington e con l’Unione Europea. Per lui era un aspetto importante”.

Diventato il numero uno del gruppo petrolifero nel 2007, è stato anche grazie alla politica di de Margerie, che la Total è diventato il quarto colosso di gas e petrolio.