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L'Ungheria chiede chiarimenti sui funzionari non graditi in Usa

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L'Ungheria chiede chiarimenti sui funzionari non graditi in Usa

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Un caso diplomatico in seno alla Nato, che rappresenta probabilmente la punta visibile del complesso iceberg del deterioramento dei rapporti tra Stati Uniti e Ungheria.

Quest’ultima chiede chiarimenti sullo status di “persone non grate” sul suolo americano, affibbiato a sei funzionari, accusati da Washington di corruzione.

“Sono membri del governo, ufficiali governativi, persone che hanno a che fare col governo. È per questo che abbiamo informato il governo”.

Dei sei non sono stati resi noti i nomi. Si ipotizza che vi sia, tra gli altri, la presidente dell’autorità nazionale fiscale, Vida Ildikó.

Budapest, negli ultimi anni, è sovente arrivata ai ferri corti con Usa e Unione Europea, a causa di quella che viene definita una deriva autoritaria “putiniana” intrapresa dal primo ministro Viktor Orban.

Le autorità ungheresi accusano gli Stati Uniti di indebita ingerenza nei loro affari interni.

“Il governo ungherese – ha detto Lazar Janos, capo di gabinetto del premier Orban – è incredulo davanti a questi eventi, perché questo non è il modo di gestire gli affari tra amici. Auspichiamo che nelle prossime settimane riusciremo a risolvere la questione come due amici, e non necessariamente di fronte alla stampa”.

L’occasione per un confronto è immediata. Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, ha da tempo in programma per oggi un incontro a Washington con Victoria Nuland, assistente del segretario di Stato John Kerry.