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Gli ex nazisti con la pensione Usa

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Gli ex nazisti con la pensione Usa

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Se lo si guarda affacciarsi alla finestra sembrerebbe un innocuo vecchietto come tanti. E, in fin dei conti, adesso non è altro. Anche piuttosto benestante, oltre che gentile e garbato a detta dei vicini di casa di Osijek, città della Croazia orientale.

Ma oltre 70 anni fa Jacob Denzinger incuteva terrore alle migliaia dei reclusi di Auschwitz: fu guardiano in quello e altri campi di concentramento.

Alla fine della guerra, fu tra i tanti ex nazisti a fuggire negli Stati Uniti, dove si rifece da capo una vita diventando anche cittadino americano.

Si stabilì ad Akron, in Ohio, dove aprì una sua attività. Che tutt’oggi, anche dopo la scoperta del suo passato nazista, gli frutta un assegno mensile da 1.500 dollari, sfruttando un accordo con le autorità americane che gli consentiva di mantenere la pensione purché rinuncasse alla cittadinanza.

La sua azienda, la Pioneers Plastics corporation, la vendette nel 1989, quando si trasferì in Germania Ovest in seguito alle indagini dell’Office for Special Investigations (OSI). In seguito è tornato nella natia Croazia.

Il dipartimento di giustizia nega di aver usato la previdenza come “strumento” per persuadere i sospetti nazisti a lasciare il Paese.

Ma i documenti dimostrano che in passato il Dipartimento di Stato, l’ente pensionistico e l’Osi hanno spinto coloro che erano riconosciuti come criminali della II guerra mondiale a lasciare il Paese, dirigendosi verso Stati “amici” come Germania e Austria, mantenendo i diritti acquisiti, eccetto la cittadinanza americana. Una pratica conosciuta come “Nazi dumping”.

“Questa lacuna deve essere colmata. Mi darò da fare perché lo sia per sempre” ha affermato la deputata al Congresso, dello Stato di New York, Carolyn Maloney.

Quello di Denzinger non è un caso unico. Si calcola che siano tuttora una decina gli ex nazisti che beneficiano di un trattamento pensionistico americano.