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Ucraina: facce nuove per la Verkhovna Rada, rischiano i comunisti

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Ucraina: facce nuove per la Verkhovna Rada, rischiano i comunisti

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Via il vecchio, dentro il nuovo. Dopo l’elezione di Petro Poroshenko alla presidenza, il voto per le legislative del 26 ottobre promette di chiudere il cerchio del cambiamento in Ucraina.

Mustafa Nayem, giornalista, candidato del partito del neo presidente, è il simbolo della rivolta di piazza Maidan che ha portato al rovesciamento di Viktor Yanukovich: “Non corro da solo. Ci sono altri 15 candidati che seguono lo stesso mio obiettivo in altri partiti – spiega il giovane candidato – Abbiamo la possibilità di cambiare almeno un po’ di questo sistema. Il nostro successo dipende dalla nostra volontà e dalla capacità di saper contrastare la resistenza del sistema”.

Gli elettori chiedono innanzitutto sicurezza di fronte alle operazioni militari nell’est. In questo contesto si propongono sulla scena politica i comandanti dei battaglioni che combattono i filo-russi. Semen Semenchenko ha perso molti commilitoni nel Donbass. Le sue prorità sono la sicurezza dello Stato e la lotta alla corruzione.

“Mi sono reso conto che abbiamo combattuto la conseguenza piuttosto che la causa – sostiene il comandante Semenchenko – La causa è il nostro sistema politico che non garantisce la concorrenza e non è in grado di gestire l’economia e la difesa. Se non cambia il sistema, lo Stato continuerà a imbarare acqua e sarà inutile cercare di tappare il buco”.

Tra tanti volti nuovi, c‘è anche chi cerca di ricostruirsi un nuovo spazio politico. Soprattutto tra le fila dell’ex partito delle Regioni, quello di Yanukovich. La lista non sarà presente sulla scheda elettorale.

Hanna Herman, ex fedelissima di Yanukovich, sostiene che queste legislative non sono legittime perché non garantiscono il voto nel Donbas, la loro roccaforte: “Il Donbas non sarà rappresentato in questo parlamento. Il 25% degli ucraini non parteciperà al voto – sostiene la parlamentare uscente – Questo significa che Kiev non considera più il Donbas come parte dell’Ucraina”.

Imboscati in altre forze politiche o candidati in collegi uninominali blindati, diversi ex esponenti del partito delle Regioni provano a riconfermarsi in parlamento. Puntano sulla quota maggioritaria anche i comunisti che potrebbero rimanere fuori dalla Verkhovna Rada per la prima volta nella storia.