ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La Turchia rifiuta l'appoggio ai curdi che combattono per Kobane

Lettura in corso:

La Turchia rifiuta l'appoggio ai curdi che combattono per Kobane

Dimensioni di testo Aa Aa

La battaglia per la conquista di Kobane, se non è cruciale per la guerra contro l’ISIL, lo potrebbe essere per la Turchia. Se la città dovesse cadere nelle mani degli estremisti islamici, Ankara ne subirà le ripercussioni.
Sottoposta a pressioni interne ma anche da parte della comunità internazionale la Turchia sembra aver, almeno in parte, deciso di fare delle concessioni.

Agli occhi dei curdi turchi, che dalla frontiera assistono da settimane all’agonia di Kobane e a quella dei loro fratelli siriani, le armi paracadutate dagli statunitensi sono una benedizione.

Dall’inizio del conflitto, Ankara rifiuta qualsiasi tipo di aiuto militare o logistico, e impedisce ai curdi della Turchia di varcare la frontiera per andare ad aiutare i siriani. Sul confine non sono mancati scontri tra curdi turchi ed esercito turco. Domenica, il capo di Stato, Recep Tayyip Erdogan, aveva ribadito chiaramente la propria posizione: “Per noi il PYD, il Partito curdo dell’Unione democratica è uguale al PKK, il Partito dei Lavoratori curdi. Ed è anche un’organizzazione terroristica. Per gli Stati Uniti – con i quali siamo amici e alleati nella NATO – sarebbe sbagliato aspettarsi da parte nostra un sì al rifornimento di armi a un’organizzazione terroristica. Non possiamo dire sì a questa richiesta”.

Perché dall’altra parte della frontiera ci sono gli uomini delle ‘Unità per la protezione del popolo’, il braccio armato del PYD, che dal 2012 amministra tre comuni curdi siriani. Questo partito non è altro che l’estensione del PKK, contro cui la Turchia ha combattuto una guerra durata 30 anni che ha fatto circa quarantamila vittime.

Ma l’inflessibilità di Ankara non poteva durare a lungo. La Turchia è vicinissima a Kobane e il suo ostinato no a un intervento sembrava sottintendere che i motivi di una simile decisione fossero altri.

Autorizzando il passaggio dei curdi iracheni, con i quali ha buone relazioni, Erdogan sembra voler far ricredere i malpensanti.

Permettere però ai curdi di Turchia di entrare in Siria, è tutta un’altra questione. Se le armi statunitensi e i rinforzi
agli iracheni saranno sufficienti a salvare Kobane, Ankara potrà tirare un sospiro di sollievo. Altrimenti le relazioni con la comunità curda subiranno un duro contraccolpo.