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Russia, la banca centrale in soccorso del rublo in caduta libera

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Russia, la banca centrale in soccorso del rublo in caduta libera

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La Banca di Russia interviene a sostegno del rublo. Da inizio ottobre l’istituto di credito centrale ha già pompato nel sistema 11 miliardi di dollari. Banche e aziende fanno sempre più fatica ad approvvigionarsi di dollari a causa delle sanzioni occidentali seguite alla crisi in Ucraina.

Le quali, insieme ai prezzi del petrolio in calo (un colpo per il bilancio di Mosca) stanno accelerando il crollo della valuta russa: oltre 41 i rubli necessari venerdì per un dollaro. Senza contare che, da gennaio, la banca conta di far fluttuare liberamente la moneta sul mercato dei cambi: potrebbe fare di più, viste le riserve ingenti, ma non vuole.

“Il rischio di tale politica monetaria – spiega Dmitry Polevoy di ING Eurasia – è che il tasso di cambio del rublo superi la soglia oltre la quale la popolazione comincia ad aumentare significativamente la domanda di valuta pesante. Questo a causa del panico e dei tentativi di convertire i propri depositi in rubli in depositi in altre valute o di convertire i propri risparmi in rubli in dollari. A quel punto sarà difficile invertire la dinamica”.

Situazione resa ancora più drammatica dall’impennata dell’inflazione per il bando sui prodotti alimentari occidentali. Solo ad agosto la domanda di banconote verdi si è quintuplicata e nei negozi potrebbero spuntare prezzi in dollari. Inoltre, negli ultimi tre mesi dell’anno la maggior parte dei debiti delle aziende con l’estero giungeranno a scadenza.