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Ebola: in America fra misure d'emergenza e paure della gente comune

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Ebola: in America fra misure d'emergenza e paure della gente comune

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Nina Pham, l’infermiera di Dallas che ha contratto il virus dell’ebola dal ‘paziente zero’, poi morto, è comparsa in un video registrato poco prima che venisse trasferita in una struttura a Bethseda, nel Maryland.

Appaiono più gravi invece le condizioni di Amber Vinson, altra infermiera risultata positiva.

La 29enne è stata trasportata d’urgenza a un Ospedale di Atlanta, una delle poche strutture USA attrezzate con un’ala predisposta all’isolamento dei malati di malattie contagiose.

E i mezzi per combattere l’espandersi della malattia appaiono inufficienti. Il fondo delle Nazioni Unite per combattere l’Ebola ha appena 100mila dollari in contanti somma ben lontana dal miliardo di dollari che secondo l’Onu è necessario per far fronte all’epidemia. La gente è terrorizzata: “La mia più grande paura è l mancanza d’informazioni. Bisognerebbe diffondere informazioni su tutto quello che si sa, in modo che le famiglie sappiano cosa fare”.

A Washington il presidente americano Barack Obama apre alla nomina di un supercommissario per l’emergenza, come chiesto da più parti.

In Liberia sono arrivati i primi contigenti americani in risposta all’appello di Freetown. Fra le richieste più pressanti migliaia di body bag, i sacchi per cadaveri. Un tentativo di limitare l’epidemia.

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