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Processo Pistorius: è battaglia tra accusa e difesa

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Processo Pistorius: è battaglia tra accusa e difesa

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Terzo giorno dell’udienza di condanna nel processo ai danni di Oscar Pistorius.

Continuano le arringhe al vetriolo della Pubblica Accusa, Gerrie Nel, dopo che la difesa ha chiamato a testimoniare un’addetta alla sorveglianza del Dipartimento carcerario di Pretoria, Annette Vergeer, la quale si è definita “contro le carceri”.

Le parole di quest’ultima hanno avuto l’effetto di imbizzarrire ancora una volta il P.M., che ha evidentemente maldigerito l’imputazione di omicidio colposo.

“Lo sa che dovrebbe essere più dura la sentenza?”, ha domandato quest’ultimo perplesso, rivolgendosi al giudice -, qui si parla di un uomo affranto, distrutto. E la famiglia di Reeva non è distrutta? Il padre ha avuto addirittura un infarto!”.

La Vergeer, pagata dalla difesa per produrre la sua relazione, ha affermato che le prigioni sudafricane non sono predisposte per i disabili e Pistorius sarebbe vulnerabile riguardo a violenze e situazioni altamente stressanti.

Intanto, potrebbe essere di 3 anni di arresti domiciliari e 16 ore al mese di servizi sociali la pena da scontare per Oscar Pistorius, se il giudice, notoriamente orientato verso la riabilitazione di condannati non recidivi, riterrà valida la proposta di un operatore sociale, chiamato a testimoniare dai legali dell’atleta.

Nonostante gli arresti domiciliari, se accettata tale proposta, Pistorius potrebbe infatti tornare ad allenarsi.

Inoltre, pare che i genitori di Reeva Steenkamp abbiano deciso di non procedere con una causa civile nei suoi confronti, dopo che si erano diffuse voci inerenti il versamento di circa 26 mila euro da parte dell’atleta.

Il destino del 27enne paralimpico, condannato lo scorso mese per omicidio colposo della fidanzata, comunque, sarà deciso entro la fine della settimana.