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Ebola: 9.000 casi entro la settimana (Oms). Onu: fare di più contro epidemia

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Ebola: 9.000 casi entro la settimana (Oms). Onu: fare di più contro epidemia

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La risposta internazionale all’epidemia di virus Ebola è del tutto insufficiente. Una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha discusso ieri sera le strategia da mettere in atto di fronte al dilagare della malattia che dall’Africa Occidentale rischia di diffondersi a livello globale.

“Sono grato per gli impegni assunti dagli Stati membri, per il personale civile e militare, per i materiali forniti e per l’impegno economico” ha detto il capo della missione Onu per l’epidemia, Anthony Banbury. “Ma sono profondamente, profondamente preoccupato perchè tutti questi sforzi messi assieme non sono nemmeno lontanamente sufficienti a fermale l’Ebola” ha detto.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che i casi di Ebola a livello globale saranno circa 9.000 entro la fine della settimana. E da qui a dicembre il numero di contagi potrebbe progredire fino a 10.000 ogni settimana (10 volte il livello attuale) con i conseguenti rischi di instabilità politco-sociale dei 3 Paesi più colpiti dall’epidemia: Liberia, Sierra Leone e Guinea. Paesi che non sono adeguatamente preparati ad affrontare una situazione che degrada di ora in ora.

E le conseguenze sono già internazionali. L’infermiera contagiata in Texas è in condizioni definite stabili e in miglioramento. Resiste anche l’operatrice sanitaria spagnola, ricoverata a Madrid, che ha mostrato i primi sintomi di contagio 15 giorni fa. Ieri invece è deceduta in Germania, a Lipsia, la prima vittima della febbre emorragica: un operatore dell’Onu rientrato dalla Liberia.