ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Ucraina: scontri tra ultranazionalisti e polizia a Kiev, decine di arresti

Lettura in corso:

Ucraina: scontri tra ultranazionalisti e polizia a Kiev, decine di arresti

Dimensioni di testo Aa Aa

Incappucciati e armati di fucili ad aria compressa, fumogeni e pietre: in Ucraina circa 3000 manifestanti ultranazionalisti si sono scontrati con i poliziotti davanti al parlamento di Kiev. Una cinquantina gli arresti.

Il parlamento aveva nuovamente evitato di votare un progetto di legge che riconosca il contributo dell’“esercito insurrezionale ucraino”, creato il 14 ottobre del 1942, durante la seconda guerra mondiale.

“I manifestanti vicino alla Verkhovna Rada, il parlamento ucraino”, dice il nostro corrispondente a Kiev, “chiedono che i deputati approvino una legge che riconosca i membri dell’esercito insurrezionale ucraino come combattenti per l’indipendenza dell’Ucraina. Le forze di sicurezza che difendono il parlamento usano lacrimogeni e manganelli”.

L’“esercito insurrezionale ucraino” inizialmente voleva allearsi con i nazisti, poi lottò contro di loro e contro i sovietici. Il suo ruolo storico resta controverso.

“Si sarebbe dovuto riconoscere l’esercito insurrezionale ucraino vent’anni fa quando eravamo dodicimila”, dice un suo ex membro. “Adesso siamo qualche centinaio. Noi siamo stati riabilitati dalla storia”.

“Lo Stato deve riconoscere che Stepan Bandera e Roman Shukhevych sono eroi dell’Ucraina e che l’organizzazione dei nazionalisti ucraini e l’esercito insurrezionale ucraino hanno lottato per l’indipendenza del Paese, visto che il popolo lo ha già fatto”, afferma una manifestante.

Il partito nazionalista Svoboda, che sostiene il progetto di legge, nega che i suoi membri siano coinvolti negli scontri. Lo negano anche i gruppi di estrema destra che hanno sfilato più tardi per le strade di Kiev, tra cui l’anti-russo Pravy Sektor.

Secondo altri è il Cremlino a tentare di destabilizzare così l’Ucraina. “E’ una provocazione”, ha detto un consigliere del ministero dell’Interno ucraino, chiamando il causa implicitamente l’ex presidente Yanukovitch e Mosca.