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Scetticismo sul piano di investimenti proposto da Juncker

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Scetticismo sul piano di investimenti proposto da Juncker

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Che cosa dovrebbero fare le due principali economie della zona euro Germania e Francia per migliorare la situazione economica? Con Daniel Gros, direttore del CEPS, Centre for European Policies studie, il maggiore centro studi di poliche europee a Bruxelles, abbiamo analizzato le misure necessarie per una crescita sostenibile.

Daniel Gros, direttore del Ceps:
“In Germania dovrebbe essere rafforzata la domanda mentre in Francia dovrebbe essere rafforzata la produttività, cioe’ l’offerta. Sfortunatamente in Francia c‘è una forte resistenza politica alle cosiddette riforme strutturali, mentre in Germania, lo stato non vuole spendere piu’. Inoltre i consumatori non spendono piu’ e le compagnie non investono e questo paralizza l’intera economia”

L’Italia, terza economia della zona euro, tiene sotto controllo il deficit, ma è appesantita da un debito pubblico schizzato al 137 % nel 2014, secondo le ultime stime dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico. Quali sono i margini di manovra?

Daniel Gros, direttore del Ceps:
“Per il momento non ci sono grandi problemi perché i tassi di interesse sul debito sono bassi. Ma il governo italiano sà molto bene che deve stare attento. Il deficit in Italia è piu’ basso di quello francese, ma il governo italiano non intende incrementarlo, e quindi pensa di spendere solo quello che riesce a risparmiare grazie a interessi bassi”

Il prossimo presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker proporrà un piano di investimenti di 300 miliardi di euro. Ma questo piano potrà veramente rilanciare la crescita in tutta la zona euro?

Daniel Gros, direttore del Ceps:
“Circa 20 anni fa eravamo in una situazione molto simile, eravamo in una recessione, c‘è stato un grande pacchetto di incentivi paragonabile in cifre a questo proposto oggi di 300 miliardi di euro. Se ne parlava come un grande progetto, ma alla fine c’era solo l’idea di migliorare le infrastrutture transfontaliere europee, il programma di investimenti fu diluito in 20 anni. Quindi non c‘è stato l’effetto ciclico che si ci aspettava, credo che avremo lo stesso effetto ora”

La Commissione europea avrà ora due settimane per analizzare le leggi finanziarie proposte dagli stati della zona euro e chiedere ai governi eventuali cambiamenti.