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Irlanda, bilancio 2015: fine dell'austerity, ma anche dei favori a Apple


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Irlanda, bilancio 2015: fine dell'austerity, ma anche dei favori a Apple

Con la crescita di quest’anno prevista al 4,7%, il ministro delle Finanze irlandese Michael Noonan sfodera il primo bilancio senza misure di austerity da sette anni a questa parte. Tra le misure incluse nella bozza, l’abbassamento dell’aliquota massima della tassa sul reddito al 40%, l’innalzamento dei requisiti per rientrare nello scaglione e una riduzione dei contributi sociali.

Ma, tra le tante carote, c‘è anche qualche bastone: “Aboliremo la possibilità per le compagnie di utilizzare il ‘Doppio Irlandese’ cambiando le regole sulla residenza e richiedendo a tutte le aziende registrate in Irlanda di essere anche fiscalmente residenti”, ha detto Noonan in Parlamento.

Per anni questo escamotage ha permesso a multinazionali come Apple e Google di ridurre il carico fiscale sulle proprie entrate, nonostante un’imposta societaria già molto bassa, il 12,5%. Il cambio di regime entrerà in vigore a gennaio per le nuove aziende. Quelle esistenti avranno tempo fino alla fine del 2020 per adeguarsi.

Il Paese è tuttora alle prese con le conseguenze del salvataggio internazionale: sabato è andata in scena la protesta contro la nuova tassa sull’acqua introdotta ad ottobre. Per questo Dublino ha introdotto nella legge di bilancio una deduzione dall’imposta sul reddito.

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