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A caccia di elettricità pulita

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A caccia di elettricità pulita

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Questo sembra un normale traghetto. Eppure questo specifico natante mostra come potrebbero essere equipaggiate le navi future. Il Movitz assicura i collegamenti nel centro di Stoccolma e dispone di un motore elettrico al posto del convenzionale propulsore diesel. Questo ferry ha iniziato da poco la navigazione fra il centro di Stoccolma e le isolette periferiche.

Il traghetto utilizza la cosiddetta tecnologia a “sovralimentazione” cioè un sistema di ricarica rapida che in soli 10 minuti riempie le batterie al nichel della nave di 180 chilowattora per consentirle di navigare per un’ora a 9 nodi di velocità. Secondo gli ideatori della tecnologia questo sistema fa risparmiare al pianeta 130 tonnellate di emissioni di CO2 e 1,5 tonnellate di emissioni di NOx, riducendo i costi operativi del 30 per cento.

HANS THORNELL, DIRIGENTE DEI GREEN CITY FERRIES A STOCCOLMA:
“Questo sistema di supercarica significa che si puo’ guidare il battello per un’ora e poi ricaricare le batterie per 10 minuti. Con questa sovralimentazione si puo’ adoperare molto di piu’ il natante se paragonato a quei battelli che devono restare in carica tutta la notte per fare il pieno”.

Nel centro di Stoccolma
c‘è una sola stazione di ricarica per natanti a elettricità cio’ vuol dire che il traghetto deve sfruttare i motori ausiliari per completare parti di tragitto. Tuttavia ci sono stazioni di ricarica elettrica in allestimento che potrebbero operare già da questo mese.

HANS THORNELL:
“Il vantaggio sta nel maggiore rispetto dell’ambiente. Una nave di questa stazza a motore diesel emetterà molto biossido di carbonio, ossidi di azoto e altre particelle dannose alla salute. Noi controlliamo tutta la fornitura di energia elettrica grazie ad una centrale eolica, vigiliamo da elica a elica”.

Per il capitano della nave il funzionamento è analogo a quello del motore convenzionale ma ci sono meno vibrazioni e meno rumori.

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Nasce un prototipo di pentola che cucina senza elettricità né gas, sfruttando il principio dell’induzione elettromagnetica e che viene azionata da una corda. Attivando la rapida alternanza bipolare si genera calore.
Per i progettisti di Mag Cook, questo è il nome del prototipo, gli utenti potrebbero un giorno liberarsi da bollette e rete elettrica.

ASHLEY DE GARMO, INVENTORE DI MAG COOK:
“Una volta impostato il meccanismo non ha bisogno di essere collegato all’elettricita. Non ci si preoccupa piu’ del pagare l’elettricità. E’ il sistema che produce energia”.

De Garmo e il suo team hanno due prototipi del sistema: la pentola di cottura e un anello a induzione. La semplicità della tecnologia e la sua maneggevolezza fanno si che Mag Cook possa essere un valido strumento quando in assenza di elettricità.

ASHLEY DE GARMO:
“E’ una cosa facilmente trasportabile e una volta in campo non c‘è bisogno di altro. La rete elettrica non interessa piu’. Basta che sia efficace e operativa. Mi sembra che abbia un mercato potenziale in caso di catastrofe”.

Per De Garmo la sfida è trovare un meccanismo che mantenga attiva la rotazione dei magneti e che quindi prolunghi la generazione di energia fino a quando serve. Le soluzioni potrebbero essere diverse. Intanto i prototipi potrebbero portare anche a diverse applicazioni del sistema dal riscaldamento delle case alla purificazione dell’acqua.