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Isil invia rinforzi a Kobane. Kerry: ma dobbiamo concentrarci su Iraq

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Isil invia rinforzi a Kobane. Kerry: ma dobbiamo concentrarci su Iraq

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Per conquistare la città divenuta simbolo della resistenza curda, i miliziani dell’autoproclamato Stato Islamico sono costretti a inviare rinforzi a Kobane.

Nell’ultima settimana i raid dell’aviazione statunitense e dei Paesi alleati si sono intensificati per appoggiare le forze di autodifesa curde. Ma il Segretario di Stato americano John Kerry ha ribadito che gli alleati si devono concentrare sul contrasto agli jihadisti in Iraq più che in Siria.

“Kobane non descrive la strategia della coalizione nei confronti di Daesh (acronimo arabo di “Ad dawla al islamiya fi ‘Iraq wa Shem”, tradotto in inglese con Isis, “Islamic State of Iraq and Syria”). Abbiamo detto sin dal principio che ci sarebbe voluto del tempo per portare definitivamente la coalizione attorno a un tavolo, per ricostituire il morale e le capacità dell’esercito iracheno. E per cominciare a concentrarci là dove dobbiamo farlo cioè in Iraq” ha detto Kerry.

La minaccia dell’autoproclamato Stato Islamico infatti incombe ormai apertamente sulla capitale irachena Baghdad. Nella regione di Anbar, a Ovest della capitale, sarebbero dislocati almeno 10.000 miliziani.

E ieri in Iraq è stata una giornata di sangue con un triplice attacco suicida nella provincia di Diyala, a Nord di Baghdad. Almeno 60 morti e 120 feriti. Attacco che ha pesato sulla decisione di Ankara di concedere le proprie basi alle truppe americane.