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Ebola: Liberia, sciopero nella sanità per migliori condizioni di lavoro


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Ebola: Liberia, sciopero nella sanità per migliori condizioni di lavoro

Senza contratti in regola, senza assicurazione né uno stipendio decente. Per questo in Liberia il sindacato del personale sanitario minaccia lo sciopero a partire da questo lunedì.

Denuncia la mancanza di un accordo con il governo su aumenti salariali dopo un mese di contrattazione, il tributo pesante pagato da medici e infermieri nella lotta contro ebola – quasi cento morti – la mancanza di formazione e di protezioni adeguate.

“Guardatela, non ha ossigeno, non può respirare”, dice uno operatore dell’ospedale di Monrovia.

Lo sciopero di circa duemila operatori sanitari potrebbe avere effetti disastrosi, secondo un medico. “Significa che i pazienti già isolamento vi resteranno e probabilmente moriranno. Alcuni di loro sono forti abbastanza per correre, quindi scapperanno per tornare a casa, perché hanno bisogno di mangiare. Così infetteranno i membri delle loro comunità. Quindi vedremo più casi di contagio per strada”.

Non tutti approvano dunque lo sciopero. L’associazione nazionale infermieri chiede di non abbandonare i pazienti, che vivono già una situazione grave. “Abbiamo bisogno di cibo in tempo, di cure mediche”, afferma un malato. “Stamattina non ci hanno dato cibo perché non c’era personale”.

La Liberia ha il più alto numero di contagi tra i Paesi colpiti. Le vittime sono più di 2000 sulle oltre 4000 registrate in Africa Occidentale.

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