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Siria, l'Isil guadagna terreno in Kobane

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Siria, l'Isil guadagna terreno in Kobane

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I jihadisti controllano ormai il 40% di Kobane, la città siriana al confine con la Turchia. Avrebbero conquistato anche la zona che ospitava il quartier generale delle forze curde, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Ma, oltre a combattere, i jihadisti hanno iniziato anche a filmare la loro avanzata. Queste immagini sono state riprese dalla loro parte del fronte.

L’Isil è sul punto di tagliare anche l’ultimo corridoio verso la frontiera turca, condannando i settecento civili che, secondo l’Onu, sarebbero ancora in città.

Oltre confine, i curdi assistono impotenti al sacrificio dei loro compagni. L’esercito turco impedisce a chiunque di raggiungere Kobane.

“Se la Turchia resterà a guardare, sarà ancora peggio”, afferma un residente locale. “In ogni angolo del Paese ci sarà una rivolta – dice – molta gente morirà, negozi e automobili saranno dati alle fiamme. Si rischia un vero massacro”.

Da tre giorni, in varie città turche, le proteste dei curdi si susseguono e diventano sempre più violente. Una trentina finora le vittime. Le mobilitazioni sono organizzate o sostenute dal Partito dei lavoratori del Kurdistan, considerato da Ankara, Washington e Bruxelles un’organizzazione terroristica.

Il presidente turco Erdogan, pur senza sconfessare il processo di pace in corso con il PKK, non usa mezzi termini:

“Gli imbecilli che creano disordini e quelli che li comandano come marionette sappiano che la Turchia non si lascia intimidire dalle proteste di piazza e non cambierà direzione”.

Anche a Dusseldorf, in Germania, i curdi sono scesi in strada invocando nuove pressioni diplomatiche su Ankara. Ma nemmeno l’appello dell’Onu, che ha paragonato Kobane a Srebrenica, è servito a smuovere Erdogan.