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Bosnia-Herzegovina al voto. Divisi su tutto, tranne il nazionalismo


Bosnia-Erzegovina

Bosnia-Herzegovina al voto. Divisi su tutto, tranne il nazionalismo

Piegata dalla crisi economica e sfiduciata nei confronti della politica, la Bosnia-Herzegovina vota domenica all’ombra delle spinte centrifughe.

Divisi da matrici e rivendicazioni etniche, i partiti in lizza sembrano ritrovarsi sotto la comune bandiera degli opposti nazionalismi.

Appelli per cui i socialdemocratici serbi non esitano a rispolverare la foto di Radovan Karadzic, l’ex presidente accusato di crimini di guerra, di cui la figlia Sonja ha ribadito più volte di portare con orgoglio il cognome, per far presa sugli elettori.

Eco del passato e dinastie politiche tornano anche nei comizi del Partito d’Azione Democratica, dove le effigi dell’ex membro bosniaco della presidenza, Alija
Izetbetgovic ricordano agli elettori qual è la genealogia del figlio, ora in corsa per la riconferma.

Chi siederà nel prossimo Parlamento non sembra tuttavia l’interrogativo prioritario della popolazione. Fra i quasi 3.3 milioni di cittadini chiamati alle urne quelli che rispondono alle nostre domande parlano in coro di disillusione.

“Chi andrà a votare crede ancora che le elezioni possano cambiare qualcosa – ci dice un residente di Banja Luka, -. Io invece credo proprio di no. E siamo sempre più a pensarla così”.

“Io andrò a votare – dice invece un altro – ma solo per adempiere al mio dovere di cittadino. Non sono affatto certo che con le elezioni cambieranno le cose. Governo e opposizione fanno solo promesse”.

Il voto
è finalizzato a rinnovare non solo il parlamento centrale, ma anche la presidenza tripartita e quella delle due entità in cui il Paese è diviso dal 1995.

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