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Bosnia-Erzegovina al voto tra speranza di cambiamento e disincanto

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Bosnia-Erzegovina al voto tra speranza di cambiamento e disincanto

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Domani si vota per le elezioni politiche in Bosnia-Erzegovina ma il clima sembra essere di poco entusiasmo e, anche se tanti sperano in un cambiamento, in pochi sembrano crederci.

Sul voto pesano la situazione economica, la corruzione diffusa, le divisioni etniche. Gli inviati di euronews hanno sentito il parere degli elettori, a iniziare da Banja Luka, nella Repubblica Serba.

“Se il Kosovo ha potuto ottenere l’indipendenza – dice una donna -, perché noi no? Sarebbe molto meglio se fossimo indipendenti”. “Mi piacerebbe l’indipendenza della Repubblica Serba un bel giorno, ma non credo sia possibile a causa dell’attuale sistema politico e altre cose – spiega un uomo -”.

Quasi vent’anni dopo la fine del conflitto, le differenze e le divisioni sono ancora forti in un Paese dove le comunità sentono di essere di fatto state costrette a convivere dagli accordi di pace.

Lo spiegano alcuni residenti di Sarajevo: “Il problema è che siamo sempre in lotta – dice un abitante -, Bosniaci, Serbi, Croati. Ognuno di noi vuole dominare”. “Questo Paese funzionerebbe meglio senza le entità e anche senza i cantoni – afferma una residente -”.

“I Serbi, i Croati e i Bosniaci hanno una visione molto diversa del mondo – spiega l’inviata di euronews Andrea Hijagos -, ma sembrano essere d’accordo sul fatto che la Bosnia e l’Erzegovina non abbiano fatto passi avanti negli ultimi anni. Molti di loro sembrano pensare che non succederà nemmeno dopo queste elezioni”.